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I Cinque Stelle lanciano la battaglia per abolire i vitalizi anche in…

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Assemblea regionale siciliana

I Cinque Stelle lanciano la battaglia per abolire i vitalizi anche in Sicilia

«Il vitalizio è come il maiale non si butta via nulla. È praticamente eterno». La frase, pronunciata da Giancarlo Cancelleri, leader siciliano delM5S, deputato dell’Assemblea regionale siciliana di cui è vicepresidente, dà l’idea di un approccio alla questione. La metafora, se così si può chiamare, viene utilizzata per spiegare l’uso «distorto e iniquo» che è stato fatto di questo strumento all’Assemblea regionale siciliana. Strumento che i Cinque Stelle sono ben decisi non a eliminare ma, spiegano, a rendere più equo. La parola d’ordine è, in sintesi, rispettare i diritti abolire i privilegi.

Zafarana (M5S): nessun intento punitivo ma stop a privilegi medievali
Ecco perché la proposta di delibera trasmessa al consiglio di presidenza dell’Ars presieduta da Gianfranco Miccichè parla di rimodulazione e adeguamento «attraverso la rideterminazione della misura degli assegni vitalizi e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata nonché dei trattamenti di reversibilità dei deputati cessati dal mandato». E in questo disegno, spiega e sottolinea la capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars Valentina Zafarana, «non vi è alcun intento punitivo o persecutorio. Vogliamo semplicemente attuare il sistema contributivo anche nei confronti di chi ancora gode di privilegi che noi riteniamo medievali. Se riusciremo ad attuare la nostra proposta il risparmio sarà consistente».

“Vogliamo semplicemente attuare il sistema contributivo anche nei confronti di chi ancora gode di privilegi che noi riteniamo medievali. Se riusciremo ad attuare la nostra proposta il risparmio sarà consistente”

Valentina Zafarana, capogruppo M5S Ars 

E a proposito del sondaggio lanciato su Facebook dal Movimento che si è rivelato un boomerang (il 70% si è schierato a favore del mantenimento del vitalizio e il 30% contro), Zafarana dice: «Noi abbiamo fatto un sondaggio per strada, fra la gente che lavora, che vive di pensione o a volte neanche questo e tutti loro si sono dimostrati contrari ai vitalizi e alle pensioni calcolate in maniera stellare. Un sondaggio fatto sulla Rete può avere il suo peso quando non viene “trollato”, e secondo noi questo lo è stato, producendo un risultato falsato rispetto al sentire della gente».

L’incidenza sul bilancio regionale
Il punto, spiegano i deputati del Movimento, è «salvaguardare il bilancio del parlamento regionale su cui, malgrado gli interventi fatti (nel 2012 e nel 2014), grava ancora l’oneroso sistema dei vitalizi e dare una risposta concreta ai contribuenti siciliani». Secondo stime i vitalizi costano ogni anno 17 milioni ma altre stime parlano di 19 milioni.  In ogni caso, come è chiaro, si tratta di intervenire per quegli assegni concessi prima del 2012 visto che da quell’anno non sono più previsti. E per gli anni precedenti vengono percepiti anche dagli eredi dei parlamentari regionali. «Il vitalizio del primo presidente della Regione - ha spiegato Cancelleri - viene ancora erogato perché va ai suoi eredi. Spero di non sentire più che i vitalizi non ci sono. Dal 2012 sono stati aboliti, ma ci sono quelli dei deputati di legislature precedenti. Abbiamo anche introdotto dei limiti minimi quindi non c'è nessuna vendetta politica. Il minimo per chi ha fatto una legislatura è di 660 euro netti al mese, per chi ne ha fatte due è il doppio. È una proposta estremamente ragionevole che punta a taglia circa 8-9 milioni all'anno. Noi stiamo riconoscendo la reversibilità solo al coniuge del deputato ».

Ricalcolo con criterio contributivo
La proposta prevede la modifica del regolamento relativo al trattamento pensionistico dei deputati attraverso la rideterminazione della misura degli assegni secondo i principi del metodo del calcolo contributivo. Per chi farà un solo mandato il minimo garantito sarà di 660 euro, per due mandati invece la soglia minima viene fissata a mille e trecento euro. E in ogni caso il taglio non potrà superare il 50 per cento della cifra totale. «Per quanto riguarda invece la reversibilità a favore dei familiari – ha spiegato Cancelleri – in caso di morte del deputato verrà erogato il 60 per cento solo ed esclusivamente al coniuge. Qualora l'ex deputato non fosse sposato il vitalizio smetterebbe di essere pagato». L’iter di modifica è complicato: «Non esistono infatti documenti precedenti al 1980 relativi ai vitalizi che ancora oggi eroga la Regione - dice Cancelleri - . Noi abbiamo fatto il possibile ma è ovvio che le cifre che abbiamo portato oggi sono molto vicine alla realtà, ma non possono assolutamente essere precise. Attendiamo che siano gli uffici a mettersi a lavoro e ottenere le cifre corrette, pensiamo che ci vorranno un paio di mesi».

Lo scontro con Miccichè
E intanto continua la polemica con il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè schierato contro l’abolizione dei vitalizi: «Micciché cerca casa, cerca un desco dove sfamarsi quando finirà questa legislatura. A Micciché diciamo di guardare alle condizioni della Sicilia. Se questa norma non verrà votata, la sua responsabilità sarà grave». Ma cosa ha detto Micciché? «Questa non è una proposta, è una vendetta contro chi ha fatto politica - diceva Micciché qualche giorno fa - e io non accetto vendette e demagogia dentro l'Assemblea. Il vitalizio è un diritto acquisito e comunque in molti casi giusto. Io senza il vitalizio non avrei potuto mantenere la mia famiglia dopo aver rinunciato al mio lavoro per fare politica. Lo vogliono tagliare? Bene, finita questa legislatura mi farò mantenere, insieme ai miei familiari, da Cancelleri». E Giancarlo Cancelleri è pronto a offrirgli il pranzo. «Lo invito a casa mia, non c'è problema: dove mangiano in due, mangiano in tre - ha detto - Non vogliamo affamare nessuno. Non c'è nessuna vendetta. Il vitalizio non è un diritto, è un privilegio».

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