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Dossier Un colosso che disseta mezza Sardegna

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Dossier | N. 84 articoliIn bici sulle dighe

Un colosso che disseta mezza Sardegna

Lo storico complesso idroelettrico Enel Green Power di Coghinas in Sardegna (Sassari) unisce tradizione, eccellenza tecnologica e tutela dell’ambiente. Ha fatto la storia della Regione e ancora oggi continua ad essere punto di riferimento per gli abitanti dell’isola: fa parte della vita quotidiana di chi abita ai piedi del Monte Ruiu ed è pienamente integrato nell’ambiente attorno al riu (il fiume Coghinas) – come si dice in dialetto sassarese - da cui la centrale prende il nome.

La diga di Muzzone liberò per la prima volta le acque del suo lago artificiale per produrre energia elettrica nel 1926. In quello stesso anno Londra festeggiava l’installazione dei primi semafori automatici e negli Stati Uniti veniva presentato per la prima volta il personaggio Disney di Topolino. L’opera era considerata un fiore all’occhiello dell’ingegneria dell’epoca: oggi il lago artificiale è in grado di contenere 240 milioni di metri cubi di acqua, un serbatoio essenziale sia per dare energia elettrica alla regione settentrionale della Sardegna sia per permettere l’irrigazione di campi e coltivazioni della zona.

Grazie alla revisione complessiva dell’impianto, operata nel 2016 dall’Unità Territoriale Cagliari con la collaborazione della unità Hydro Maintenance Support, il gruppo idroelettrico del Coghinas presso la diga di Muzzone potrà ora restare in servizio per almeno altri 20 anni. Ogni anno la diga (alta 58 metri e con una lunghezza del coronamento di 158 metri) mette a disposizione 80/90 milioni di metri cubi d’acqua, tutelando nel contempo la fauna ittica. Allo stesso tempo, il complesso, che alimenta una centrale da 22MW, è in grado di produrre 70mila MWh all’anno per un bacino di 25mila famiglie, con un tasso d’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica di circa 45mila chilogrammi.

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