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De Masi, il surfista-pontiere tra M5S e Leu

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il sociologo del lavoro

De Masi, il surfista-pontiere tra M5S e Leu

«Cerco la sinistra dove spero di trovarla, con la stessa curiosità che mi spinse a cercare nei cinquestelle». Domenico De Masi, 80 anni, sociologo del lavoro e teorico del “lavorare gratis, lavorare tutti” cambia partito. Dopo essere stato consulente dei grillini ed essere finito al centro di un’aspra polemica per la remunerazione ricevuta, sceglie di andare con Leu, entrando a far parte del comitato promotore che dovrà trasformare la lista elettorale in vero e proprio partito.

☻Surfista o pontiere?
Lo si potrebbe definire un surfista della politica, capace di navigare da un partito all’altro senza troppe fatiche ma, più probabilmente, il professore potrebbe rappresentare più facilmente un abile pontiere, in grado di costruire un’alleanza (non così peregrina) tra i seguaci di Grasso e i pentastellati (o, quanto meno, l’anima più di sinistra del M5S, che è poi quella che fa riferimento al presidente della Camera Roberto Fico). Per restare ai temi del lavoro - quelli, per l’appunto, di cui si occupa De Masi - non sono sfuggite a nessuno le dichiarazioni di elogio con cui Fassina e compagni hanno accolto il decreto dignità, nella versione redatta da Luigi Di Maio. «Un primo segnale nella giusta direzione, anche se non è la Waterloo del Jobs act» ha commentato a caldo il deputato di Leu esperto dei temi del lavoro. Proprio la stessa posizione del preofessor De Masi. È chiaro che non è un caso.

Le idee del professore
Tra le priorità di De Masi c’è l’abbassamento dell’orario di lavoro, da coniugare con l’aumento della produttività. Mentre «la sinistra in questi anni ha preferito il neoliberismo economico». E non va bene neppure il decreto dignità di Di Maio, nei giorni scorsi bollato dal docente come «un timidissimo tentativo di contrastare il Jobs Act, bastato per scatenare l’ira della destra».

L’esperienza grillina non viene rinnegata dal «consulente-professore»: «Io ancora sono in buoni rapporti con alcuni esponenti del Movimento con i quali ho lavorato molto bene - rivendica De Masi -, ho anche contatti con Di Maio e Di Battista». Ma l’accordo con la Lega non gli è proprio andato giù: «Politicamente sono vicino a quel pezzo di sinistra del Movimento cinque stelle che comunque c’è, ma che Renzi non ha voluto valorizzare, dicendo subito di no a questo tipo di dialogo». Un ragionamento che ora potrebbe partire dalla tolda di Leu, con un Pd in attesa perenne di un rilancio.

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