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Federer, Wimbledon perde il suo re: eliminato dopo 4 ore di partita

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NADAL IN SEMIFINALE

Federer, Wimbledon perde il suo re: eliminato dopo 4 ore di partita

WIMBLEDON – Clamorosa eliminazione di Roger Federer nei quarti di finale di Wimbledon per mano del sudafricano Kevin Anderson, che ha rimontato uno svantaggio di due set e ha poi trionfato dopo 4 ore e 14 minuti e un quinto set interminabile chiuso 13-11.

Lo svizzero, otto volte campione sull'erba londinese, sembrava avviato a un successo di ordinaria amministrazione. Vinto il primo set 6-2, quasi un riscaldamento, messo alla prova nel secondo, che si era comunque aggiudicato al tie-break, nel terzo set sempre senza sudare si era portato fino al match-point nel decimo gioco, ma poi si era fatto strappare il servizio, fino a cedere la terza frazione 7-5.

A quel punto ancora niente faceva pensare a una débacle, rarissima nella carriera di Federer, che ha perso solo quattro volte dopo essere stato avanti di due set. Ma da quel momento in poi Anderson ha preso fiducia e il campione svizzero è apparso incapace di rispondere efficacemente al servizio dell'avversario, che dall'alto dei suoi 2,03 metri, ne fa l'arma principale del suo gioco. Chiuderà con 28 ace.

Progressivamente, Federer si è poi trovato sempre più sulle gambe, tanto che i rari scambi lunghi sono stati quasi sempre appannaggio di Anderson. In una guerra di attrito, allo svizzero è semplicemente mancata la resistenza necessaria per far proprio l'incontro. Se ne va così la chance di uno storico 21esimo trofeo del Grande Slam, dopo la vittoria all'Australian Open di quest'anno, e fallendo il bis a Londra dopo lo stupefacente revival dell'anno scorso. Per una curiosa ironia, lui che è stato incoronato dalle sue vittorie “re del Centre Court” di Wimbledon, ha accusato la sconfitta (dopo aver vinto 34 set consecutivi nelle ultime due edizioni) sul campo numero 1, dove è stato “declassato” nell'occasione per lasciar posto prima a Novak Djokovic (vittorioso sul giapponese Kei Nishikori) e poi alla disfida Nadal-Del Potro. Con il consueto fair play, nell'intervista di fine partita il campione uscente ha evitato di attribuire la sconfitta alla desuetudine a questo campo.

Debutto deludente per il suo sponsor, la casa giapponese Uniqlo, che ha sostituito per la prima volta la Nike nell'abbigliamento dello svizzero e che proprio alla vigilia di Wimbledon ha sottoscritto un contratto di 300 milioni di dollari per dieci anni, la maggior parte dei quali – si può ritenere – verranno passati da Federer, che ha 36 anni, non più sui campi da tennis.

Il sudafricano, testa di serie numero 8, 32 anni, non aveva finora mai vinto contro Federer, accusando quattro sconfitte. Fa parte di una specie in via di estinzione, il tennista formato nei college americani e che ha completato la carriera universitaria, prima di passare al professionismo: nel caso di Anderson, alla University of Illinois, ateneo di grande tradizione nel tennis maschile, per i cui colori è stato campione nazionale di doppio. Anche se è entrato nei Top 10 e ha raggiunto la finale dello US Open nel 2017, è sempre stato considerato almeno due passi indietro rispetto all'élite del tennis mondiale.

«Una giornata da ricordare», ha detto a fine partita. Si tratta di vedere ora se sarà in grado di recuperare forze, fisiche e nervose, sufficienti da arrivare fino in fondo. Contro Federer, ha dovuto vedersela non solo contro un avversario formidabile, ma anche contro il pubblico schierato quasi totalmente dalla parte dello svizzero. Ma stavolta, come ha ammesso lo stesso Federer, era la sua giornata.

In semifinale, Anderson, che ha uno sponsor tecnico italiano, la trevigiana Lotto, se la vedrà con un altro tennista che non sarebbe fuori posto in un campo da basket, l'americano John Isner, alto addirittura due metri e 08. Sarà una sagra dei servizi. Nell'altra semifinale un classico, fra Novak Djokovic e Rafael Nadal, che ha eliminato in 5 set dopo una battaglia di quasi 5 ore l'argentino Juan Martin Del Potro. Il vincitore diventerà automaticamente il favorito per la corona dopo l'abdicazione di Re Federer.

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