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Stadio della Roma, la Cassazione: «Parnasi resti in carcere»

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La decisione

Stadio della Roma, la Cassazione: «Parnasi resti in carcere»

L’imprenditore Luca Parnasi resta in carcere. Ci sono le esigenze cautelari nell’arresto dell’ideatore della presunta associazione per delinquere che avrebbe operato con metodi corruttivi da «prima repubblica» per il progetto del Nuovo Stadio della Roma. La decisione è della Corte di Cassazione, che ha valutato l'indagine sulla base del ricorso presentato dai legali del costruttore capitolino, gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini. Non è escluso che a breve Parnasi possa essere nuovamente interrogato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin.

L’udienza in Cassazione
La decisione è stata presa in serata, dopo che il procuratore generale ha espresso parere negativo. Il pg della Cassazione Perla Lori ha chiesto la dichiarazione di inammissibilità del ricorso dell’imprenditore, che si trova a dover fronteggiare le accuse del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Barbara Zuin. Gli inquirenti indicano Parnasi come il «deus ex machina» del «sistema corruttivo» modello «anni 80» nella gestione del piano per la costruzione del nuovo impianto giallorosso.

Sistema di relazioni e contatti
In particolare, gli accertamenti avrebbero posto l’accento su «un sistema ampissimo di relazioni e contatti», si legge negli atti, «alimentato» freneticamente e costantemente da Parnasi, allo scopo di consentire al suo gruppo imprenditoriale di realizzare «imponenti profitti». Gli inquirenti ritengono che tutta l’attività di impresa sia stata incanalata in modo tale da ottenere dal mondo politico una sorta di «copertura». Le «energie dell'imprenditore – si legge ancora nei documenti – sono costantemente assorbite dall’implementazione di tali canali, attraverso l’erogazione di finanziamenti, la condivisione di relazioni, il procacciamento di incarichi e l’elargizione delle più svariate utilità».

Gli interrogatori di Parnasi
Si tratta di aspetti che in parte sono stati ammessi dallo stesso imprenditore. Parnasi ha svolto due interrogatori con i magistrati della Procura di Roma, in cui ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità. Ha, in particolare, riconosciuto di aver pagato Luca Lanzalone, super consulente della sindaca Virginia Raggi con delega al Nuovo Stadio della Roma. Attraverso consulenze per 12mila euro, più altri lavori promessi per 90mila euro, avrebbe tentato di avere da Lanzalone una sorta di copertura amministrativa sul progetto. Ammissione Parnasi ne ha fatte anche sugli altri capi di imputazioni: «ho pagato tutti i politici» ha detto nel corso del verbale, «erano loro a cercarmi».

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