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Crowdfunding, come progettare una campagna di successo

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FINANZIAMENTI ONLINE

Crowdfunding, come progettare una campagna di successo

Chiunque pensi che il crowdfunding sia un modo facile per raccattare soldi sta perdendo tempo. La raccolta fondi online è una via tanto interessante quanto non scontata. Il crowdfunding si caratterizza per l'utilizzo del web come piattaforma di comunicazione/aggregazione e per il lancio di una campagna di raccolta fondi con durata limitata nel tempo e un obiettivo economico dichiarato per realizzare il progetto. Di fatto viene disintermediato il processo di finanziamento perché le piattaforme mettono in contatto direttamente i beneficiari (progettisti) e finanziatori.

Che cosa non è
Il crowdfunding non è una semplice colletta. “C’è un obiettivo di raccolta predefinito da raggiungere – spiega Valeria Vitali, autrice insieme ad Anna Maria Siccardi di “Crowdfunding e personal fundraising. La nuova frontiera del dono” (Epc editore) - Col crowdfunding viene coinvolto un ampio parterre di persone: tramite il web, progettisti, beneficiari, donatori partecipano attivamente alla campagna. Per esempio, i beneficiari stessi possono diventare testimonial della campagna, raccontando i loro bisogni e come verranno utilizzati i fondi”.

Crowdfunding, come si fa una campagna di successo

Quale tipo di raccolta
Come spiegano le autrici nel libro ci sono quattro tipi di crowdfunding
1) Donation based: chi fornisce i fondi si configura semplicemente come un donatore e contribuisce con una donazione alla raccolta fondi per sostenere il progetto di un ente non profit o di una persona fisica.
2) Reward based: chi partecipa alla raccolta fondi ottiene in cambio una ricompensa (reward), che di solito ha un valore simbolico o poco più (caso tipico dei progetti di crowdfunding civico o culturale); su alcune piattaforme (come Kickstarter o Indiegogo) spesso si trovano progetti che hanno la finalità di realizzare prototipi o prime linee di prodotto (ad esempio nel settore tecnologico o degli accessori). In questi casi i finanziatori possono ricevere come ricompensa uno dei primi prodotti realizzati; in questi casi il crowdfunding reward si configura come una tecnica di pre-vendita, che permette di lanciare il prodotto sul mercato anche da un punto di vista della comunicazione, aggregando una community di interesse.
3) Social lending (prestiti fra privati): le prime piattaforme di prestiti fra privati (ad esempio Kiva, lanciato nel 2005) hanno ormai raggiunto livelli di transato annuo dell'ordine di grandezza di centinaia di milioni di euro; si tratta di piattaforme che fanno incontrare una domanda di accesso al piccolo credito da parte dei privati (che le banche tradizionali non possono soddisfare) con la disponibilità di altri privati a “rischiare” cifre di solito contenute (che non consentirebbero un rendimento significativo se impiegate con prodotti di
investimento tradizionali) in cambio di un interesse.
4) Equity crowdfunding: queste piattaforme permettono alle aziende, di solito in fase di startup, di organizzare aumenti di capitale sollecitando una community di potenziali azionisti. In questo caso il finanziatore partecipa alla raccolta di fondi in cambio di una partecipazione nell’azienda (quota di capitale) divenendone quindi azionista. Questo genere di crowdfunding costituisce una sollecitazione di pubblico risparmio e comporta rischi analoghi al mercato azionario, pertanto nei vari paesi in cui è presente in modo significativo è stato regolamentato dagli organi competenti (in Italia dalla Consob, fin dal 2012).

Da dove cominciare
Prima di procedere alla progettazione della campagna bisogna fare alcune valutazioni. La prima è il digital checkup, ovvero la propria presenza online che deve essere caratterizzata da 1) sito web responsive e aggiornato 2) social media attivi e con buona strategia editoriale 3) database dei contatti mail dei singoli stakeholder.

Come si fa la campagna
Nel suo libro Valeria Vitali e Anna Maria Siccardi procedono poi spiegando i passi necessari per pianificare la campagna. Primo tra tutti: come si calcola l'obiettivo economico di raccolta? Come si definisce il budget? E poi: Quanto deve durare una campagna? In genere tra i 60 e i 180 giorni. Ma quali sono le variabili? E ancora: se e quando va definita la ricompensa? Che valore ha? Quali materiali bisogna produrre per coinvolgere i donatori? Si parte dal progetto che, oltre a essere ben strutturato e funzionale, deve anche soddisfare un bisogno, per arrivare alla capacità di aggregare e coinvolgere la propria community sviluppando una strategia di comunicazione che abbracci sia l'attività offline che online e che consenta all'organizzazione di allargare il proprio bacino di sostenitori, andando al di là della propria community e coinvolgendo il network allargato di conoscenze e amicizie legate ai suoi donatori.

Gli errori fa evitare
Come già detto, il crowdfunding non è una mera colletta. Quindi un errore grave è trascurare la community e iniziare la campagna senza avere un adeguato presidio sul web. Inoltre è sbagliato interrompere la comunicazione una volta che è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta. “Va curata con attenzione la rendicontazione del progetto in tutti i suoi aspetti, raccontando nel dettaglio come sono stati spesi i fondi e cosa si è realizzato. inoltre prendersi cura della relazione col donatore è una base fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia, che può essere la base anche di una successiva campagna”.

La via del personal fundraising
Nell'ambito del donation crowdfunding una campagna può essere rafforzata attraverso il personal fundraising. Si tratta di una raccolta fondi condotta direttamente dai singoli. Ma chi è il personal fundraiser? È il sostenitore di un'organizzazione non profit che decide di non limitarsi a donare, ma di fare un passo in più attivandosi in prima persona nella raccolta fondi, donando e invitando la propria cerchia sociale a fare lo stesso; in altre parole è chi ci mette la faccia e non ha remore a esporsi in prima persona per promuovere e
sostenere un progetto, anzi lo fa con slancio e passione. Il suo grande
valore è quello di far conoscere alla propria rete la buona causa che ha
deciso di sostenere e di invitarla a donare.

«Per le aziende la maratona, o l’evento sportivo in genere, è un modo per rafforzare la corporate social responsibility e accrescere gli aspetti di team building - aggiunge Vitali - mentre per le organizzazioni non profit è l'occasione per ravvivare la relazione con il donatore». In genere, le aziende comprano la pettorina per i dipendenti e partecipano con una donazione mentre il collaboratore si fa testimonial della causa nella sua rete sociale. In occasione invece di ricorrenze come festeggiamenti aziendali (anniversari o eventi clou) o emergenze (terremoti e altre calamità) le imprese attivano sempre più formule di crowdfunding.

Spesso il personal fundraising aziendale è abbinato a un evento sportivo. Per esempio il Charity Program della Milano Marathon. È un progetto di solidarietà creato che permette a tutti i runner di correre per un’organizzazione non profit e di aiutarla a raccogliere donazioni. Maratoneti e staffettisti hanno l'opportunità di sostenere una delle onp aderenti al Charity Program, aggiungendo così al piacere della corsa anche quello di fare del bene. Complessivamente dalla sua nascita nel 2010, il programma ha raccolto oltre tre milioni di euro e ha visto la partecipazione di quasi 350 organizzazioni non profit.

Le aziende tra corporate social responsability e team building

Ecco alcune storie aziendali che si sono distinte per la capacità di raccogliere consensi e raccontati nel libro:

Fondazione Lhs (gruppo Saipem). Nel 2007 ha inaugurato il programma Leadership in Health & Safety con l'obiettivo di rafforzare la cultura aziendale in materia di salute e sicurezza. Per incoraggiare l'adozione di stili di vita salutari e sicuri, da anni partecipa all’evento sportivo Milano Relay Marathon coinvolgendo tutti i dipendenti e invitandoli non solo a correre, per mantenersi in forma, ma anche ad affiancare alla propria sfida sportiva quella solidale,
raccogliendo fondi per il progetto Case Alloggio di Lilt.

Engel & Volkers Milano. La multinazionale di real estate ha deciso di avviare una campagna di raccolta fondi per l'associazione Sostieni il sostegno Onlus, che si occupa di sostenere i minori in situazioni di difficoltà scolastica e familiare. Luca, figlio di un amico di Gianluca, Licence Partner della sede milanese e maratoneta, è seguito da tempo dall'associazione, che è riuscita con metodo e
passione a fargli superare traguardi importanti, ultimo dei quali riuscire
a frequentare il liceo scientifico nonostante le mille difficoltà di apprendimento
e crescita. I colleghi, motivati da Gianluca, si sono uniti e hanno deciso non solo di correre la Milano Relay Marathon ma anche di impegnarsi nella raccolta fondi coinvolgendo clienti e fornitori nel loro gesto di solidarietà. I risultati sono stati importanti: ben 12 iniziative di raccolta fondi, 131 donazioni per un totale di oltre 10mila euro raccolti.

Boston Scientific. In occasione del terremoto di Amatrice, ha deciso di
lanciare una campagna di crowdfunding per contribuire direttamente
alla ristrutturazione del monastero della Visitazione di Treia, che sarebbe
stato adibito a scuola media, assicurando ai ragazzi la continuità scolastica interrotta a causa della distruzione della precedente sede. Con un'efficace e capillare attività di comunicazione, il management ha coinvolto a vario titolo non solo la sede Italia, ma anche i dipendenti delle sedi estere, che hanno accolto di buon grado l'iniziativa e si sono prontamente attivati per sostenere con generosità la campagna di ristrutturazione del monastero.

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