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Dl dignità, Salvini attacca il presidente Inps: se non è…

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nel mirino le stime sulla perdita di posti di lavoro

Dl dignità, Salvini attacca il presidente Inps: se non è d'accordo si dimetta

«Il presidente dell'Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni» e che il decreto legge dignità «crea disoccupazione». Ma «in un mondo normale, se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti». Non si attenua la tensione tra il vicepresidente Matteo Salvini e il presidente Inps, Tito Boeri, e dopo la minaccia di benservito dei primi di luglio (per aver sostenuto il ruolo insostituibile dei migranti per l'equilibrio dei contri previdenziali degli italiani), arriva una nuova richiesta esplicita di passo indietro.

Il “casus belli”: le stime Inps sugli effetti del decreto dignità
Questa volta il casus belli sono le stime dell'Inps sugli effetti delle misure sui contratti di lavoro contenute nel decreto dignità, già censurate in un comunicato congiunto dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro dell'Economia Giovanni Tria. Da Mosca, dove è in trasferta per la finale dei Mondiali di calcio 2018, Salvini dichiara di non sapere «se qualcuno dalla sera alla mattina ha tolto dei numeri, aggiunto dei numeri» dalla controversa relazione tecnica che accompagna il provvedimento secondo cui la riforma Di Maio dei contratti precari metterebbe a rischio 8mila posti di lavoro all'anno. «So - prosegue parlando con i giornalisti nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata italiana a Mosca - che è un decreto che mira a creare nuovi posti di lavoro e so per certo che ci sono alcuni organismi, penso all'Inps, con cui non ho da fare polemiche personali perché non mi interessano, che però hanno una visione della realtà che è assolutamente lontana da quella degli italiani, da quella del mondo del lavoro, del mondo delle pensioni».

Con la Russia «è l’ora di tornare ad avere buoni rapporti»
Altro tema della conferenza stampa sono le sanzioni europee alla Russia per la crisi ucraina. Il ministro dell'Interno e leader della Lega ribadisce la sua contrarietà auspicando al contrario la strada dei «buoni rapporti» con un «partner importante come la Russia». «Anche qua - sottolinea ai giornalisti - cerchiamo di convincere coi numeri e col buonsenso che è ora di tornare ad avere buoni rapporti con un partner importante come la Russia. Vogliamo tornare a commerciare - prosegue Salvini - a dialogare non solo per l'interesse economico delle nostre aziende, ma anche per la stabilità e per il buon dialogo».

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