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Dl dignità, Di Maio: ora incentivi al tempo indeterminato, poi…

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l’iter in parlamento

Dl dignità, Di Maio: ora incentivi al tempo indeterminato, poi taglio al costo del lavoro

Comincia l'iter parlamentare del decreto lavoro. Domani subito dopo la seduta mattutina dell'Aula partiranno nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera le audizioni che si terranno anche nella giornata di mercoledì. Il termine per gli emendamenti è fissato per giovedì 19 luglio alle 20, da venerdì potrebbero partire le votazioni nelle commissioni e proseguire anche sabato così da chiudere e licenziare il provvedimento nel fine settimana. Fra le relazioni già decise «sicuramente l'Inps, magari già domani, poi contatteremo anche il ministro del Lavoro Luigi Di Maio» annuncia la presidente della commissione Finanze della Camera Carla Ruocco (M5S) aggiungendo che per ora il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non è nella lista dei possibili auditi.

«Vogliamo intervenire sugli incentivi a tempo indeterminato e a fine anno sul costo del lavoro. C'è tutta l'intenzione di aiutare le imprese a stabilizzare i dipendenti e a pagare di meno i contratti» conferma intanto Luigi Di Maio tornando sul decreto dignità e sulle possibili modifiche in Parlamento, a cui seguirebbero altri interventi in legge di bilancio. Il Parlamento «ha il diritto» di apportare modifica, secondo il capo politico M5S, ma il Movimento «non arretra» sulla lotta alla precarietà.

È dunque al suo avvio il percorso di approvazione del pacchetto di norme licenziato dal Consiglio dei ministri all’inizio di luglio, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. «Per i ritardi dell'esecutivo, ancora non è a disposizione l'atto Camera con i relativi dossier», lamentano la capogruppo dem in commissione Finanze Silvia Fregolent e il deputato segretario della commissione Claudio Mancini. «È chiaro che per la complessità del provvedimento, il Parlamento deve essere messo nelle condizioni di poter discutere e approfondire le norme in esso contenute. Nell'ufficio di presidenza di oggi chiederemo tempi adeguati per svolgere le audizioni e per la presentazione degli emendamenti. Visti i ritardi con cui il governo ha permesso l'arrivo alla Camera del testo riteniamo sia necessario garantire, insieme al rispetto dei tempi, tutti gli spazi necessari per un esame completo ed esaustivo».

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