Italia

Ordini miliardari per Airbus e Boeing. Londra dà il via al progetto…

  • Abbonati
  • Accedi
salone aerospaziale di Farnborough

Ordini miliardari per Airbus e Boeing. Londra dà il via al progetto del nuovo caccia

Ap
Ap

Gli annunci di contratti pluri-miliardari di Airbus e Boeing hanno scandito l'apertura del salone aerospaziale di Farnborough, vicino a Londra. La sorpresa però è venuta dalla premier britannica. Theresa May ha annunciato il via libera del governo allo sviluppo del progetto Tempest da 2 miliardi di sterline per un nuovo aereo da combattimento, che sarà realizzato dall'industria britannica.

Si studia il sostituto dell'Eurofighter
May ha detto che i partecipanti al Tempest Team investiranno 2 miliardi di sterline entro il 2025. Negli stanziamenti ci saranno fondi pubblici, il dettaglio non è stato precisato. Il progetto Tempest sarebbe il sostituto dell'Eurofighter, il velivolo nato da una collaborazione fra quattro paesi europei, ci sono anche Germania, Spagna e Italia, non c'è invece la Francia che fa aerei da caccia propri con Dassault (Rafale e prima Mirage).

Chi partecipa al nuovo caccia
Secondo l’annuncio della premier britannica, allo studio del progetto Tempest parteciperanno Bae Systems, Rolls-Royce per i motori, Mbda per i missili e anche le attività in Gran Bretagna di Leonardo, l'ex Finmeccanica. Il caccia sarebbe destinato all'Aeronautica militare britannica, la Raf.

L’annuncio del governo ha l’obiettivo di sostenere l'industria della difesa e la tecnologia britanniche, di fronte anche alle paure per le conseguenze della Brexit. Pertanto, secondo quanto spiegato al Sole 24 Ore da autorevoli fonti industriali, il coinvolgimento dell'ex Finmeccanica non riguarda le fabbriche italiane né l'ex Alenia aeronautica (ora divisione velivoli) che produce l’Eurofighter, ma solo le attività nell’avionica che lavorano all’Eurofighter, queste appartenevano all'ex Marconi britannica e furono comprate da Finmeccanica. Di riflesso il progetto sostenuto da Londra va a beneficio anche di queste attività, tutte in terra britannica. Leonardo ha anche una quota azionaria del 25% di Mbda, la società missilistica insieme a Gran Bretagna e Francia: anche in questo caso le attività industriali coinvolte sono quelle oltre Manica.

Le mosse di Francia e Germania
Da alcuni anni i maggiori paesi europei stanno discutendo, senza trovare un accordo, sul caccia del futuro. Si parla di un “sistema” di aerei da combattimento (Future combat aircrfat system o Fcas), che potrebbe comprendere alcuni velivoli principali pilotati e uno sciame di aerei più piccoli come droni.
Dopo l’annuncio della Brexit, l’anno scorso Germania e Francia hanno deciso di collaborare insieme per un progetto di nuovo caccia, escludendo i britannici. Adesso si è mossa la Gran Bretagna. Londra ha detto che il progetto è aperto ad altri paesi europei. Non è da escludere che alla fine ci sia una convergenza su un solo velivolo europeo, anche perché le risorse per svilupparne due sembrano difficile da trovare. Il capo della difesa di Airbus, Dirk Hoke, ha detto che Gran Bretagna e Europa dovrebbero lavorare insieme al progetto di un nuovo caccia, per evitare «frammentazioni» che «sarebbero un male per l’Europa».

L’Italia non ha stanziato fondi
L'Italia per il momento sembrerebbe tagliata fuori da questi programmi, perché nessun governo finora ha previsto stanziamenti per l’attività di ricerca e sviluppo del nuovo caccia. L’iniziativa annunciata da May se realizzata avrà un beneficio per Leonardo, come già spiegato, dalle sue fabbriche britanniche, in particolare a Edinburgo.

«Sono felice che Leonardo possa continuare a giocare un ruolo cruciale» nel progetto per lo sviluppo «del potenziale britannico nel combattimento aereo post Typhoon», ha commentato Alessandro Profumo, a.d. di Leonardo. «Leonardo ambisce a essere nel cuore dei programmi di difesa in Europa – ha proseguito Profumo - e guarda a questa iniziativa nel Regno Unito, nata con in mente la prospettiva di ulteriori future collaborazioni internazionali, come a un programma che andando avanti potrebbe includere l'Italia».

Vendite jet commerciali, Airbus in vantaggio su Boeing
I contratti di jet commerciali annunciati a Farnborough tra ordini fermi e impegni vedono in vantaggio il gruppo europeo Airbus rispetto all'americana Boeing. Airbus ha annunciato la vendita di 75 aerei con ordini fermi che valgono, a prezzi di listino, quasi 10 miliardi di euro. In più memorandum d'intesa e una lettera d'intenti, da finalizzare con futuri contratti, per vendere ulteriori 119 jet per un valore di 16,8 miliardi, per un totale di circa 26,6 miliardi di dollari, a prezzi di listino (in realtà ci sono sempre sconti sui prezzi).

Boeing ha annunciato la vendita di 69 aerei con ordini fermi per un valore di listino di 12,2 miliardi di dollari (la cifra è superiore a quella di Airbus calcolando solo i contratti vincolanti). Tra gli accordi annunciati spicca il MoU firmato da Airbus con la nuova compagnia Starlux di Taiwan, per 6 miliardi di dollari per 12 A350-1000 e 5 A350-900. Inoltre una società di leasing di cui non è stato fatto il nome ha firmato un MoU per comprare 80 Airbus 320 per un valore di listino di 8,8 miliardi di dollari. Nel portafoglio di Boeing il contratto più importante è stato firmato da Dhl, per l’acquisto di 14 B777 cargo, valore di listino 4,7 miliardi di dollari. L'a.d. di Boeing, Dennis Muilenburg, ha espresso “preoccupazione” per le tensioni commerciali e in particolare la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Boeing è l'industria che esporta di più negli Stati Uniti.

© Riproduzione riservata