Italia

Pronti 362 milioni per le piste ciclabili turistiche

  • Abbonati
  • Accedi
lo sblocco delle risorse

Pronti 362 milioni per le piste ciclabili turistiche

Si va verso lo sblocco di 361,78 milioni per le piste ciclabili turistiche. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per voce del sottosegretario Michele Dell'Orco, ha confermato in Conferenza unificata con le Regioni lo stanziamento complessivo per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, «un'infrastruttura – dice un comunicato del Mit - che promuove la mobilità “dolce” e crea una ulteriore attrattiva legata alle due ruote a pedali e al turismo sostenibile».

Lo schema di decreto, che segna l'esordio di Toninelli nella pianificazione infrastrutturale (il decreto è predisposto di concerto con il ministro della cultura Alberto Bonisoli), dà impulso alle risorse stanziate dalle leggi di bilancio 2016 e 2017 dei governi Pd, individuando ora i criteri di ripartizione. Il decreto disciplina la progettazione e la realizzazione delle opere, costituendo anche un tavolo permanente di monitoraggio per la verifica del raggiungimento degli obiettivi. Ora saranno le Regioni a mandare gli studi di fattibilità (necessari per candidare i progetti alle risorse del piano), finanziati con 5 milioni di euro nel maggio 2017. Il ministro auspica che l'invio degli studi di fattibilità «avvenga quanto prima, così da rendere il Sistema nazionale delle ciclovie turistiche una realtà».

Toninelli ha sottolineato come sulle ciclovie vi sia «un piano trasversale, condiviso e sostenuto da diverse forze politiche, e finalmente attuato». Un modo forse per dare atto al suo predecessore, Graziano Delrio, del buon lavoro svolto con l'avvio del piano nazionale delle ciclovie, confermato nel “Def Infrastrutture” dello scorso aprile, ma anche per ribadire quell'atteggiamento positivo che Toninelli ha detto di voler mettere alla base della sua azione di ministro: cambiare le cose che non funzionano, fermare le cose non rispondenti a criteri di costi-benefici, ma anche voler dare impulso e forte accelerazione in continuità alle opere utili.

La scelta delle ciclovie come esordio della sua azione di programmazione conferma che per il ministro queste opere sono una priorità in una visione della mobilità fortemente collegata al territorio (sabato scorso era stato a Limone del Garda alla inaugurazione della magnifica pista ciclabile sospesa sul Lago di Garda). «Si tratta – dice Toninelli - di un importante investimento per il destino economico di tante aree del Paese: finalmente si punta su opere in perfetta simbiosi con il territorio circostante, sulla mobilità sostenibile e in particolare la ciclabilità e su una forma di fruizione turistica del territorio che porterà certamente posti di lavoro e opportunità economiche per i territori attraversati dalle ciclovie». Nel piano «una realtà fatta di centinaia di chilometri di percorsi ciclabili: dal Grab di Roma, il Grande raccordo ciclabile, alle Ciclovie del Sole e del Vento (Verona-Firenze e Venezia-Torino); dalla ciclovia dell'Acquedotto pugliese a quelle del Garda, della Sardegna e della Magna Grecia; e poi la ciclovia Tirrenica, la ciclovia Adriatica e la Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia».

Bisognerà capire se Toninelli vorrà ora comunque potenziare, integrare, correggere il piano contenuto nel Def che punta su nove protocolli di intesa per un totale di 6mila chilometri di ciclovie. L'Italia è anche interessata da tre itinerari della rete EuroVelo, la rete europea delle ciclovie, che comprende 15 percorsi che attraversano l'intero contninente europeo per oltre 70mila chilometri, di cui 40mila esistenti. I tre percorsi che toccano l'Italia sono: la Via Romea Francigena, 3.900 chilometri da Londra a Brindisi (itinerario 5); la Strada del Sole, 7.409 chilometri da Capo Nord a Malta (itinerario 7); la Ciclovia del Mediterraneo, 5.888 chilometri da Cadice ad Atene e fino a Cipro (itinerario 8).

© Riproduzione riservata