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il neo-presidente della vigilanza

Barachini, il “nuovo Toti” vicino a Berlusconi che vigilerà sulla Rai

Alberto Barachini nuovo presidente vigilanza Rai (presa dal suo profilo Facebook)
Alberto Barachini nuovo presidente vigilanza Rai (presa dal suo profilo Facebook)

Ha scalzato il favoritissimo Maurizio Gasparri, ma soprattutto ha avuto la benedizione di Berlusconi e dei suoi fedelissimi che hanno sfruttato le pregiudiziali grilline nei confronti di Gasparri (autore dell’omonima legge sul sistema radiotelevisivo) per fare avanzare la sua candidatura. Il neo presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, Alberto Barachini, può essere considerato il “nuovo Toti”: anche lui un passato recente nel giornalismo (in Mediaset) fino al salto nella politica con l’elezione in Senato. Ma rispetto al governatore della Liguria che da tempo si è avvicinato alla Lega Barachini è sicuramente molto più vicino al leader di Forza Italia.

Alberto Barachini, carattere schivo e pacato, è nato nel 1972 (il 21 agosto compirà 46 anni), ha tre figli, abita da anni a Milano anche se è pisano doc - nel suo profilo Facebook la foto delle case dei pescatori tra la foce del fiume Arno e il mare - oltre a essere grande tifoso della Juventus (come dimostrano le foto pubblicate sempre nel suo profilo). Dal 1999 ha lavorato a Mediaset prima nello studio del Tg4 di Emilio Fede e poi a Tgcom24. Nel 2017 è stato catapultato dagli studi televisivi alla villa di Arcore per studiare le strategie comunicative dell’ex Cavaliere nell’ultima campagna elettorale diventando il responsabile della comunicazione di Berlusconiprima di diventare senatore. Barachini è l’ultimo di quella schiera di collaboratori - da Antonio Tajani a Giovanni Toti - che il leader di Forza Italia da anni sceglie tra i giornalisti delle sue testate. Il padre, Enrico Barachini, notissimo commercialista e manager ai vertici di vari istituti bancari locali, fu coinvolto nello scandalo Parmalat in quanto consigliere indipendente di Parmalat Finanziaria. Il fratello maggiore, Francesco, della cerchia ristretta degli amici pisani dell'ex premier dem e ministro dello Sviluppo economico Enrico Letta, è un affermato avvocato di diritto fallimentare e societario e professore ordinario di Diritto commerciale all'Università di Pisa.

Pur legatissimo alla sua città, Pisa, dove si è laureato in Lettere Moderne e dove cerca di tornare molto spesso, il senatore Barachini - classe 1972 - è milanese d'adozione, ed è stato eletto a palazzo Madama in un collegio lombardo, quello di Brescia. I suoi primi passi nel giornalismo sono presso la redazione locale del “Tirreno”, poi nel 1999, a 27 anni, l'ingresso in Mediaset, dove ha ricoperto i ruoli di conduttore e caporedattore centrale. E ora questo nuovo delicato ruolo alla guida della commissione di vigilanza sulla Rai che tra le prime cose dovrà dare il parere (con due terzi dei voti) sul candidato alla presidenza della Tv di Stato. Barachini ha subito assicurato «equilibrio ed equidistanza», ma ha incassato anche le prime critiche perché secondo i detrattori incarnerebbe in pieno (come ex dipendente Mediaset) il conflitto di interessi. Proprio in una chiacchierata con il «Tirreno» di qualche mese fa ricordava i suoi primi passi nel giornalismo nella redazione del giornale toscano, ma anche a 50 Canale: «Un passato lontano? Assolutamente no. Sono molto affezionato a tutte le mie esperienze. Soprattutto a quelle iniziali, perché hanno cominciato ad insegnarmi il linguaggio del giornalismo, la semplicità e la chiarezza, bagaglio valido per qualunque ruolo successivo. Un direttore mi disse: grandi notizie, piccoli giornalisti; piccole notizie, grandi giornalisti. Concordo pienamente».

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