Italia

Di Maio: no diversità vedute sui voucher, bene se Parlamento…

  • Abbonati
  • Accedi
l’audizione alla camera

Di Maio: no diversità vedute sui voucher, bene se Parlamento migliora decreto

Sul ripristino dei voucher, nei settori agricoltura e turismo, «nel governo non c'è nessuna differenza di vedute, abbiamo solo il dovere di non causare abusi e questo dipenderà da come scriveremo le norme». Lo ha confermato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio parlando del decreto lavoro davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera. E ha aggiunto:
«Se il Parlamento vorrà migliorarlo a noi fa soltanto piacere. C’è ancora molto da fare su gioco d'azzardo, delocalizzazione selvaggia, precariato, burocrazia».

Di Maio: impegno incentivi tempo indeterminato
Di Maio ha confermato «l’impegno a favorire, incentivare il tempo indeterminato». La misura che la maggioranza vorrebbe inserire in un emendamento da presentare in sede di conversione del decreto n.87 dovrebbe consistere, come anticipato dal Sole 24 Ore, nella restituzione dell’aggravio contributivo, lo 0,5% che dal 14 luglio scatta su ciascun rinnovo di un contratto a termine, nel caso in cui l’impresa decida di convertire il rapporto a tempo indeterminato.

«Stima 8mila posti persi non credibile»
Il ministro ha ribadito che la stima fatta dall’istituto di previdenza nella relazione tecnica della perdita di 8mila posto di lavoro persi perché superano la durata massima di 24 mesi introdotta dal decreto legge «non è credibile» perché non tiene conto degli altri interventi di politica economica che saranno messi in atto per sostenere l'economia e l'occupazione. Sicché i «65 milioni di euro» previsti a copertura per la Naspi sulla base delle stime dell'Inps degli effetti della stretta sui contratti a termine, si potranno «recuperare per sostenere incentivi per il tempo indeterminato».

“Se il Parlamento vorrà migliorarlo a noi fa soltanto piacere. C’è ancora molto da fare su gioco d'azzardo, delocalizzazione selvaggia, precariato, burocrazia”

Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico 

Poi ha puntualizzato che al ministero sono state inviate due relazioni in due diversi momenti «5 luglio e 11 luglio». Solo nella seconda, «non richiesta dal ministero del Lavoro» e arrivata la sera prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale c’era il riferimento al numero dei licenziamenti causati dalla stretta sui contratti a tempo determinato imposto dal Dl dignità e si indicava la copertura per la Naspi. «Non abbiamo mai voluto fare un decreto per ridurre gli occupati - ha assicurato - e non sarà questo l'effetto»

Decreto lavoro: 80mila posti a rischio con la stretta su contratti e somministrazione

No rischio turnover contratti a termine
Secondo il ministro del Lavoro il decreto dignità non provocherà un turnover tra i contratti a tempo determinato. «Pensare che verrà licenziato uno per prenderne un altro significa ritenere che gli imprenditori considerano i lavoratori come una catena di montaggio, quando invece c'è un investimento
di competenze» ha commentato. In base al decreto n.87 il limite massimo di durata dei contratti si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Inoltre le causali verranno ripristinate sui nuovi contratti a termine superiori a 12 mesi, ma anche sui rapporti a tempo in corso, seppur limitatamente a proroghe e rinnovi. Per Confindustria è questo il capitolo più critico del decreto, perché l'esperienza ha mostrato che con l'applicazione di questo strumento «il contenzioso imprese-lavoratori è esploso».

© Riproduzione riservata