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Edilizia, Ance e sindacati firmano il rinnovo del contratto nazionale

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obiettivo rilancio del settore

Edilizia, Ance e sindacati firmano il rinnovo del contratto nazionale

Ance, assieme alle organizzazioni cooperative di settore, e i rappresentanti di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil hanno firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori (Ccnl) dell'edilizia che interessa più di un milione di addetti. Per Ance si tratta di «una firma che è stata sofferta vista la dura crisi in cui versa da oltre dieci anni il settore».

I punti qualificanti
Tra i punti qualificanti dell’accordo: un protocollo imprese-sindacati che contiene alcune azioni unitarie per il rilancio del settore, l’istituzione di un Fondo sanitario nazionale per i lavoratori dell’edilizia, incentivi mirati a promuovere l’occupazione giovanilee le nuove assunzioni e a sostenere i prepensionamenti; il rafforzamento dell’efficienza del sistema bilaterale. Per l’Ance questo contratto «testimonia lo sforzo e la volontà delle imprese di investire sul futuro e sul rilancio di un settore chiave per il lavoro e per l'economia del nostro Paese», come sottolinea il Vice Presidente Ance, Marco Garantola.

Gli aumenti salariali
Nel dettaglio il contratto prevede da un punto di vista salariale un aumento a parametro 100 (operaio comune) di 55 euro (71,50 operaio specializzato), l'aumento di altri 2 euro (a parametro 100, che diventano 2,6 per operaio terzo livello) del contributo collettivo obbligatorio per la Previdenza complementare (Prevedi), un aumento totalmente a carico delle imprese delle aliquote per sanità integrativa (0,35% sulla massa salari) e di quelle per il Fondo Prepensionamento (+0,10%, arrivando allo 0,20). Previsto anche un versamento di 0,10 per la costituzione di un Fondo per incentivare l'occupazione giovanile.

Soddisfazione dei sindacati
Soddisfazione è stata espressa dai sindacati. Per i leader di Feneal, Filca e Fillea, Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi «abbiamo mantenuto la funzione salariale del contratto con aumenti sui minimi tabellari secondo le prassi e le specificità in atto nel settore dell’edilizia, in piena sintonia con l’Accordo Interconfederale del 9 marzo scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, che riconosce al Ccnl sia una funzione salariale certa, sia una funzione di sostegno a forme di welfare integrativo di natura bilaterale.

«L’obiettivo raggiunto è stato quello di rimettere le Casse edili al centro di servizi a favore dei lavoratori, con costi gestionali ed un’efficienza del sistema coerenti con la loro missione sociale e con un 1,05% sia alle imprese che ai lavoratori». Ora, le sfide da affrontare «sono la lotta al dumping contrattuale, e quindi l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, e la vera ripresa del settore, con la realizzazione delle infrastrutture necessarie al rilancio del Paese e con l’accelerazione della cantierizzazione di più opere possibili. Con questo contratto le parti sociali confermano l’importanza di investire su un sistema di relazioni industriali che sempre di più deve mettere al centro l’impresa ed il lavoro di qualità, scommettendo sul futuro del settore», concludono i tre leader di categoria.

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