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Ance: in Italia 270 opere bloccate, valgono 21 miliardi

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edilizia

Ance: in Italia 270 opere bloccate, valgono 21 miliardi

Da grandi ponti e strade, fino alle scuole dei piccoli Comuni. Su tutto il territorio nazionale ci sono 270 opere pubbliche bloccate, cantieri fermi a vario titolo
ma dal valore complessivo di 21 miliardi di euro. Questi i dati dell’Ance - raccolti da aprile grazie alle segnalazioni al sito Sbloccacantieri.it (verificate dall'Ance a cui il portale fa capo) - che calcola in 330 mila posti di lavoro e in 75 miliardi
di euro le ricadute che lo sblocco di queste opere pubbliche avrebbe sull'economia nazionale
.

In Italia 270 opere bloccate, valgono 21 mld
Quello delle opere pubbliche bloccate «è un quadro pesante soprattutto a confronto con i dati ufficiali forniti dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che in un anno ha censito 670 opere incompiute per 4 miliardi di euro», continua l’Ance, allertando sul rischio che le opere pubbliche oggi ferme da loro censite, possano in futuro entrare a far parte di questa lista di incompiute. Fra i cantieri fermi segnalati sul sito Sbloccacantieri.it spiccano per valore quelli della Gronda di Genova (5 miliardi), la realizzazione della terza corsia dell'A1 tra Firenze e Pistoia (3 miliardi) e il sistema di tangenziali venete nel tratto Verona-Vicenza-Padova (2,2 miliardi).

I ritardi della burocrazia
Nella lista però ci sono anche tante scuole, acquedotti, dighe, raccordi ferroviari e uno storico circolo tennis romano. Eppure, «le risorse per sbloccare questi lavori ci sono», dichiara il vicepresidente dell'Ance, Edoardo Bianchi, «ci sono circa 140 miliardi già stanziati, perché non riusciamo a fare atterrare questi danari? Perché ci sono delle procedure eccessivamente complesse che poi determinano una situazione di ingessatura», ha concluso.

Inaccettabile che 30% opere bloccate siano in scuole
A fare maggiormente le spese dei cantieri bloccati «sono gli interventi per le scuole: il 30% dei casi segnalati sono infatti opere di manutenzione e messa in sicurezza di edifici scolastici. «È inaccettabile per un paese civile» ha commentato Bianchi. Nella lista delle opere pubbliche ferme, dopo le scuole
seguono quelle di gestione delle acque con il 29% delle segnalazioni concentrate principalmente nel Mezzogiorno, gli interventi per la viabilità che riguardano la messa in sicurezza, manutenzione e realizzazione di strade statali,
provinciali e comunali (il 15% dei casi segnalati) e le opere idrogeologiche (11%).

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