Italia

Scontro totale sul Dl dignità. Boeri: «Chi dovrebbe…

  • Abbonati
  • Accedi
si allarga la polemica

Scontro totale sul Dl dignità. Boeri: «Chi dovrebbe difendermi mi minaccia». Salvini: «Se vuole fare politica si candidi»

Il ministero del Lavoro «aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per effetto del decreto» dignità e le stime dell’Inps sugli 8mila posti persi sono addirittura «ottimistiche». Così afferma il presidente dell’Istituto nazionale di previdenza, Tito Boeri, in audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera. E fa sapere di «non prendere in considerazione le richieste di dimissioni “on line” e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale», né di «accettare l’idea che l’incarico di presidente dell’Inps debba in tutto e per tutto sposare le tesi del Governo in carica». Boeri ha quindi spiegato che il ministero del Lavoro «già prevedeva il calo dei posti» e che i dati sulle stime erano sotto gli occhi del dicastero «dal 6 luglio».

Il riferimento è alla polemica con il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (e alle tensioni con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini), sulle stime dell’impatto del decreto dignità sul mercato del lavoro contenute nella relazione tecnica del provvedimento. «Affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto il ministro Di Maio significa perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta», ha detto Boeri, che parla di «esercizio pericoloso», perchè «prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale». «Il governo che mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà», ha aggiunto il presidente Inps, e «chiedo lo stesso rispetto per l’Inps», che «ha 120 anni di storia alle spalle».

Dopo la reazione di Salvini - «Minacce a Boeri? Ma quando mai» - in serata trapela anche l’irritazione di Palazzo Chigi per le affermazioni rivolte da Boeri a Di Maio. Fonti vicine al premier Conte parlano infatti di «toni inaccettabili e di espressioni fuori luogo», a maggior ragione se arrivano da una figura che dovrebbe mantenere un profilo squisitamente tecnico. E su Facebook il vicepremier Di Maio commenta: «Boeri dice a me di aver perso il contatto con la realtà. La verità è che oggi si è seduto sui banchi dell’opposizione. Non è la prima volta, speriamo sia l'ultima».

Decreto dignità, il governo ci ripensa: per gli stagionali non serve la causale

Salvini: ma quali minacce, se Boeri vuole far politica si candidi
Alle dichiarazioni del presidente Inps risponde il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Minacce a Boeri? Ma quando mai. Il presidente super-attaccato alla poltrona dimostra ancora una volta grande fantasia, come quando chiede più immigrati per pagare le pensioni, o quando difende la legge Fornero». «Se vuole
fare politica con la sinistra che l’ha nominato - ha aggiunto Salvini - si candidi,
altrimenti lavori per migliorare la qualità dei servizi offerti dall'Inps ai cittadini».

Boccia (Confindustria): da Di Maio parole ingenerose, evitare polemiche
Rispondendo a Di Maio che ha accusato di “terrorismo psicologico” gli industriali, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha detto che quelle del vicepremier sono state «parole ingenerose» e che «è meglio restare sui fatti ed evitare polemiche gratuite». «Abbiamo detto - ha aggiunto Boccia - che condividiamo i fini del governo di ridurre l'uso dei contratti a termine con alcune proposte che abbiamo indicato molto chiaramente, anche sulla questione delle delocalizzazioni». «Condividiamo i fini, critichiamo strumenti e non governi e ci aspetteremmo dal governo la stessa cosa nei nostri confronti», ha aggiunto Boccia.

Stime su calo posti già al ministero il 6 luglio
Boeri ha fatto notare che le stime sul calo dei posti - «condotte su dati quasi interamente forniti dal ministero del Lavoro - erano già sotto gli occhi del dicastero guidato da Di Maio il 6 luglio, giorno in cui l’Inps ha inviato la prima relazione tecnica. Relazione che, aggiunge il presidente Inps, è arrivata al ministero «una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla Presidenza della Repubblica». E che «mentre la ragioneria generale in questo lasso di tempo ha richiesto chiarimenti all’Inps, che hanno poi portato a una nuova versione della relazione con stime dell'impatto del provvedimento sulla spesa per Naspi, analoghe richieste non sono pervenute dal ministero del Lavoro».

Il ministero aveva messo in conto il calo posti
Boeri spiega che la richiesta di relazione tecnica per il decreto dignità è arrivata «il 2 luglio» e l'ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha richiesto di «stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato». Il presidente Inps sottolinea che «come si evince il ministero aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per effetto del decreto». La prima relazione tecnica inviata dall'Inps al ministero del Lavoro «in data 6 luglio 2018 alle ore 12.23», ha detto Boeri, ha «una lunghezza di sei pagine e contiene tabelle che offrono un'immediata rappresentazione delle stime, contiene già i numeri sugli effetti occupazionali negativi del provvedimento, come confermato dal Ministro Di Maio ieri in audizione».«Bisogna almeno sfogliarla (la relazione tecnica, ndr) per carpirne i contenuti...», ha aggiunto il presidente Inps.

“Affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto il ministro Di Maio, significa perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta ”

Tito Boeri, presidente Inps 

Stima 8mila posti persi è ottimistica
«Le stime dell'Inps - ha spiegato Boeri - possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato». «In particolare - fa notare il presidente Inps - è stata introdotta una pausa tra un contratto di somministrazione ed il successivo e diventerà più difficile prorogare i contratti oltre i 12 mesi a seguito dell'introduzione delle causali, attualmente non previste dalla normativa vigente, che fanno riferimento ad esigenze temporanee estranee all'ordinaria attività, non programmabili, fattispecie quasi impossibili per giustificare il ricorso alla somministrazione».

Lascio se richiesto in sede istituzionale
Boeri ha ricordato di aver accettato la nomina dopo il parere non vincolante, positivo, espresso dalle commissioni Lavoro di Camera e Senato. «Se nelle sedi istituzionali opportune - ha aggiunto - mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze». E, chiedendo «rispetto per l’Inps», sottolinea come l’istituzione abbia «contribuito a tenere insieme il Paese in anni molto difficili» e che «obbligare il suo Presidente a schierarsi politicamente (cosa oggi richiesta paradossalmente proprio da chi mi ha spesso rinfacciato di politicizzare l'Istituto) significa rendere l'istituzione che ho il grande onore di presiedere una istituzione che promuove il conflitto anziché la coesione sociale e svilire le grandi competenze che ha al suo interno». E conclude: «Non sono perciò in nessun modo disposto ad accettare che questo avvenga».


© Riproduzione riservata