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Il Tour affronta il mito dell’Alpe d’Huez, un test per il dominio Sky

Geraint Thomas, maglia gialla al Tour de France (Reuters)
Geraint Thomas, maglia gialla al Tour de France (Reuters)

Questa volta, lungo i suoi famosi tornanti, si capirà qualcosa di più preciso. Non ci si potrà nascondere e neppure far pretattiche. Con l'arrivo sull'Alpe d'Huez, cima leggendaria del Tour de France, molte domande che galleggiano nell'aria dovrebbero finalmente trovare una risposta. La prima riguarda il dominio del Team Sky, ulteriormente consolidato dopo la conquista ieri a La Rosière della maglia gialla da parte del gallese Geraint Thomas, vincitore anche della tappa.

L'iniziativa del gallese, che nell'ultima salita va a riprendere lo spagnolo Mikel Nieve, anticipando il suo capitano Froome, ha lasciato tutti sorpresi.
Vero che poi Froome ha imitato Thomas lasciando indietro il nostro Nibali, Bardet e Quintana, resta però una domanda di fondo: ma era tutto studiato? Sky è talmente forte da permettere a un buon luogotenente - ma sempre luogotenente - di prendersi queste iniziative? E soprattutto: il capitano gli ha dato il via libera, o Thomas se n’è andato in piena autonomia?

Un bel rebus, questo Tour de France. L'unica cosa chiara è che Sky, finora, ha tenuto in pugno la corsa. Un dominio perfino noioso, come in un gran Premio di Formula Uno dove chi è in testa ha già vinto dopo il primo giro. Tutto già scritto. Tutto codificato. Ma nella tappa della Rosière, secondo test sulle Alpi, è successo qualcosa di imprevisto che mette finalmente un po' di pepe a una corsa che, diciamolo, ha fatto sbadigliare parecchio. Una crepa nella fortezza. Perchè se Thomas ci ha preso gusto, difficile che Froome faccia un passo indietro. Soprattutto nel giorno dell'Alpe d'Huez, una delle cime che hanno fatto la storia del Tour de France. Insomma, tutto può ancora succedere.

Avere due frecce da scoccare, è meglio solo sulla carta. In passato questi improvvisi dualismi nella stessa squadra hanno quasi sempre portato più problemi che successi. Pur avendo finora dominato, Sky deve stare ancora molto attenta. La classifica è ancora “corta”. Thomas precede Froome di un minuto e 25”, ma dietro l'olandese Dumoulin è terzo (+ 1' 44”) e Nibali è in quarta posizione a due minuti e 14 secondi. E gli altri big, Quintana compreso, seguono a poca distanza.

Aspettiamo quindi il responso dell'Alpe d'Huez. Montagna Sacra del ciclismo che arriva dopo una tappa durissima con oltre 70 chilometri complessivi di ascesa. Sarà l'occasione per tastare meglio il polso a Nibali. Finora si è solo difeso, cercando di restare a galla. Anche a La Rosière è stato colpito, ma non affondato. Insomma, Vincenzo tiene la posizione senza infamia e senza lode supportato da una squadra che, finora, non ha brillato. Adesso anche per lui suona la campana.

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