Lifestyle

Milan, ecco il nuovo cda. Fuori Fassone, Scaroni a.d. pro…

  • Abbonati
  • Accedi
il club rossonero

Milan, ecco il nuovo cda. Fuori Fassone, Scaroni a.d. pro tempore

Marco Fassone, Li Yonghong e gli altri amministratori cinesi in carica al Milan nell’ultimo anno, sono stati revocati “per giusta causa” per volontà della nuova proprietà, Elliott, che controlla il Milan attraverso Rossoneri Sport Investment Lux. L'assemblea della società ha approvato la delibera a maggioranza. Paolo Scaroni è il nuovo amministratore delegato ad interim mentre il nuovo Cda è composto da: Paolo Scaroni (nuovo presidente), Marco Patuano, Giorgio Furlani, Franck Tuil, Stefano Cocirio, Gianluca D'Avanzo, Salvatore Cerchione.

Il Milan ritrova l’Europa
L’assemblea si svolge dopo la cruciale giornata di ieri per le vicende rossonere. Il Tas di Losanna ha infatti annullato l’esclusione dalle coppe del Milan e rinviato all’Uefa per una sanzione proporzionata.

Nel frattempo, la Procura di Milano ha accelerato sul fronte delle indagini dell’acquisizione del Milan da parte del cinese Yonghong Li.

Infine proprio quest’ultimo è riapparso da Hong Kong tramite una lettera che Il Sole 24 Ore rende pubblica in esclusiva, in cui attacca Elliott annunciando azione legale.

VIDEO / Lo strano derby tra Milan e Inter in Lussemburgo

Il ribaltone al Tas
La delegazione rossonera, capitanata dall’amministratore delegato Marco Fassone e dall’avvocato Roberto Cappelli dello studio Gianni Origoni Grippo Cappelli, è riuscita a ribaltare il verdetto grazie al voluminoso fascicolo che ha dimostrato la sproporzione del verdetto dell’Uefa di fine giugno, se confrontata ad altri casi di valutazione su club europei, soprattutto alla luce di un investitore solido come Elliott nella compagine azionaria al posto del cinese Yonghong Li.

La base di partenza è stata la tesi dell’”equal treatment”, cioè del trattamento uguale per tutti. Per il Milan c’è stata una sproporzione nella sanzione applicata al club rossonero rispetto alla punizione subita da squadre come Paris Saint Germain, Manchester City e la stessa Inter, sanzionati con il settlement agreement. L’ulteriore argomentazione, che ha avuto peso fondamentale, è stata la presenza nella compagine di un socio solido e di lungo periodo come Elliott. Nella delegazione milanista era presente un membro di rilievo di Elliott come Franck Tuil e anche Gianluca D’Avanzo, membro di Blue Skye. Infine era presente anche un avvocato svizzero: Antonio Rigozzi dello studio Lévy Kaufmann-Kohler di Ginevra, grande esperto di contenzioso sportivi e proprondo conoscitore delle dinamiche dell’Uefa. Nel frattempo proprio oggi c’è l’assemblea nella quale il fondo Elliott dovrebbe accelerare sugli assestamenti nell’organigramma con la lista dei nuovi consiglieri proposti da Elliott e con la nomina di Paolo Scaroni a presidente del club.

Le indagini della Procura su Mr Li
Intanto la Procura di Milano ha avviato l’inchiesta sui flussi di denaro che hanno portato lo acorso anno all’acquisizione del Milan da parte del cinese Yonghong Li. La Guardia di Finanza di Milano sta effettuando acquisizioni di atti presso la società Milan e una serie di advisor come Rothschild, Lazard, Ernst & Young e Deloitte che si sono occupati della compravendita della società rossonera nell’ambito dell’inchiesta in cui Yoghong Li è indagato per falso in bilancio. Inchiesta in cui la passata gestione della squadra non è assolutamente coinvolta e in cui risulta parte offesa il mercato a cui l’imprenditore cinese avrebbe dato false rassicurazioni in merito alla sua società che ha acquistato il club calcistico e che in realtà in Cina era fallita come risulta da una sentenza cinese.

La lettera di attacco ad Elliott di Yonghong Li
Riappare da Hong Kong Yonghong Li dopo essere scomparso per diverse settimane. In una lettera; che il Sole 24 Ore pubblica in esclusiva, l’uomo d’affari cinese dichiara di muoversi tramite i propri legali, di Eversheds Sutherland, per avviare un contenzioso contro Elliott.

La lettera di Mr Li. Ecco alcuni dei passaggi contenuti nel documento (la versione integrale è allegata all’articolo): «È con grande rammarico che, in qualità di Presidente, rivolgo questa lettera a tutti i sostenitori, azionisti e dipendenti della prestigiosa A.C. Milan». «Confermo – scrive Li - che l’Assemblea degli Azionisti dell’associazione calcistica, convocata da Elliott in data 21 luglio, sancirà la mia revoca e quella dei direttori da me nominati nel CdA del club». Ma l’ormai ex presidente del Milan sottolinea anche che «l’acquisto dell’A.C. Milan non è stata né una decisione incauta né tantomeno una decisione dettata da una mia infatuazione passeggera ; deriva dalla mia passione per la squadra e dalla mia convinzione circa il potenziale economico di un investimento in una delle più nobili squadre di calcio al mondo. Fino al 30 giugno 2018, ho versato quasi € 880 milioni a favore dell’A.C. Milan, dei quali solo € 280 milioni finanziati attraverso Elliott, mentre ho provveduto personalmente per la restante parte».

«Ero convinto - scrive ancora Yonghong Li - che Elliott fosse un investitore fidato, ma soprattutto un partner con cui condividere i doveri e gli onori di un’avventura così stimolante… Ho commesso un errore e l’ho scoperto solo strada facendo e a mio grande discapito».

© Riproduzione riservata