Italia

Intesa sulle nomine: Palermo amministratore delegato di Cdp, Rivera dg…

  • Abbonati
  • Accedi
Accordo nel governo gialloverde

Intesa sulle nomine: Palermo amministratore delegato di Cdp, Rivera dg del Tesoro

Fumata bianca per il rinnovo dei vertici di Cdp. Il nuovo amministratore delegato è l’attuale direttore finanziario Fabrizio Palermo, sostenuto dal M5s. Fuori gioco Dario Scannapieco, ex vicepresidente della Bei, sponsorizzato con forza dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, “ricompensato” con la nomina del nuovo direttore generale del Tesoro, individuato in Alessandro Rivera, attuale responsabile del dipartimento banche, voluto appunto da Tria.

La decisione è arrivata al termine di un vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri Giovanni Tria e Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti. Alla presidenza di Cdp, come noto, andrà Massimo Tononi, indicato dalle Fondazioni azioniste di minoranza. Durante il vertice a palazzo Chigi è stato raggiunto anche l’accordo per la nomina del nuovo direttore generale del Tesoro, individuato in Alessandro Rivera, attuale responsabile del dipartimento banche. Con la scelta di Palermo e Rivera, in entrambi i casi si promuovono professionalità interne.

Di Maio: intesa di oggi solo su Cdp
«Oggi abbiamo discusso solo di Cdp» ha detto il vicepremier Luigi Di Maio conversano con i cronisti vicino palazzo Chigi e rispondendo a chi gli chiedeva
se l’intesa di governo riguardasse anche altre partecipate. «Le scelte delle persone migliori a volte chiedono più di un quarto d'ora o di due giorni, ma questo è il metodo che adotteremo per qualsiasi nomina presente o futura» è stato invece il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Chiusa fase incertezza
La scelta di Palermo chiude una lunga fase di incertezza sul vertice operativo di Cassa spa. Palermo, umbro di Perugia, 47 anni, una laurea in Economia e Commercio all'Università di Roma La Sapienza, ha iniziato come analista finanziario a Londra in Morgan Stanley, per poi trascorrere sette anni in McKinsey, società fucina di molti top manager italiani. Nel 2005 arriva in Fincantieri, azienda pubblica che spesso ha attinto ai servizi di McKinsey, con un incarico a riporto dell’a.d. Giuseppe Bono. In Cdp arriva nel 2014 con l’incarico di cfo. Dal maggio 2016 torna ad incrociare Fincantieri: ne diventa consigliere di amministrazione.

Il braccio di ferro tra Tria e i partiti di governo
In questi giorni si è consumato sulle nomine un lungo braccio di ferro tra il ministro Tria e i partiti di maggioranza. Con il premier Conte nel ruolo di “paciere”. Il giallo del vertice di ieri a Palazzo Chigi con i due vicepremier e il ministro dell'Economia Giovanni Tria, convocato e annullato ieri in meno di mezz'ora, è stato un termometro delle tensioni in atto. Il ministro è stato accusato di voler bypassare i partiti. Tria, con l’avallo del presidente dell’Acri (l’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio), Giuseppe Guzzetti, era pronto a indicare per Cdp come amministratore delegato Dario Scannapieco, ex vicepresidente della Bei e vicino a Mario Draghi. Ma i Cinque Stelle puntavano su Fabrizio Palermo, oggi direttore finanziario di Cdp, nel ruolo di Ad o almeno in quello di Dg con deleghe pesanti. Nomina che aveva l’ok della Lega.

Gli obiettivi del M5s
In CdP M5S conta su Palermo per trasformare la Cassa nella banca pubblica degli investimenti prevista nel contratto di governo. Il nuovo istituto, sul modello francese, nelle intenzioni dei pentastellati serve a riappropriarsi delle leve della politica economica. Magari per gestire partite complesse, come quella dell’annunciata “nazionalizzazione” di Alitalia. Scannapieco non piace neppure alla Lega, peraltro restia a rimanere a mani vuote.

La tensione con M5s si è innalzata anche sul ruolo di direttore generale del ministero del Tesoro, per il quale Tria voleva appunto Alessandro Rivera, già vice dell'ex direttore Vincenzo La Via, mentre i pentastellati spingevano per Marcello Minenna, ex assessore a Roma. Rivera, scelto dal ministro dell'Economia Giovanni Tria per il posto lasciato vacante da Vincenzo la Via, è stato il funzionario pubblico in prima fila nelle trattative con Bruxelles per le crisi bancarie e in particolare sul piano di ristrutturazione di Mps. Sotto la sua regia anche la partita delle Gacs, le garanzie pubbliche per le tranche senior delle cartolarizzazioni bancarie che stanno agevolando la cessione degli Npl da parte del settore bancario. Rivera è anche presidente della Sga, la società pubblica che si è caricata sulle spalle gli oltre 18 miliardi di sofferenze di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

© Riproduzione riservata