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Quasi 1.000 emendamenti al testo

Dl lavoro, per i contratti a termine periodo transitorio fino al 30 settembre

Periodo transitorio fino al 30 settembre per l’applicazione delle nuove norme ai contratti a termine già in corso. Via lo “stop and go” per i contratti di somministrazione e incentivi alle aziende che stabilizzano i lavoratori. E ancora, nuove regole per le causali di rinnovo nei rapporti di somministrazione. Sono tra le più importanti novità previste dai quasi 1.000 emendamenti al decreto dignitàpresentati alla scadenza delle 20 di ieri sera nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera. L’annunciato ripristino parziale dei voucher ( in agricoltura e nel turismo) sarà con tutta probabilità presentato in un secondo momento dal governo, forse con un emendamento in Aula.

In vista del 26 luglio, data in cui il Dl 87 approderà in Aula, lunedì prossimo riprenderanno i lavori con l’esame dell’ammissibilità degli emendamenti da parte delle commissioni di Montecitorio.

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Periodo transitorio e somministrazione
Per i contratti a termine già in corso al 14 luglio, data di entrata in vigore del dl lavoro, si applica la “vecchia” disciplina. Il periodo transitorio termina il 30 settembre. Per quel che riguarda il rinnovo dei contratti in somministrazione, sono stati presentati due emendamenti con indicazioni opposte, che andranno dunque chiarite. Tutte e due le proposte di modifica introducono infatti una causale per il rinnovo giustificata da un picco di produzione, ma mentre un emendamento pone tale picco in capo all’agenzia di somministrazione, l’altro lo pone in capo all’azienda utilizzatrice.

Sempre riguardo alla somministrazione, tra gli emendamenti della maggioranza spunta anche la proposta di eliminare lo “stop and go”, vale a dire la pausa tra un rinnovo e l’altro.

Estendere anche alle assunzioni di under 35 che si faranno nel 2019 e nel 2020 il bonus del 50% dei
contributi che altrimenti, dal prossimo anno, sarebbe validosolo per le assunzioni di under 30
. È un altro degli emendamenti aldecreto dignità targato M5S-Lega. La maggioranza, tra le proposte concordate, propone invece per gli over 35 un incentivo alla stabilizzazione: in questo caso ai datori di lavoro è concesso uno sconto «pari a ciascun aumento» dello 0,5% previsto dal decreto a ogni rinnovo

Incentivi alla stabilizzazione e sgravi hi-tech
Per l’azienda che converte il contratto a termine di un lavoratore con più di 35 anni in contratto a tempo indeterminato è previsto il rimborso dello 0,5%, ovvero dell’aggravio contributivo che dal 14 luglio scatta su ogni rinnovo di contratto a termine. Sul fronte innovazione, poi, c’è la proposta di un credito d’imposta per le attività legate all’uso dell’intelligenza artificiale.

Di Maio: fiducia? Solo se c'è ostruzionismo
A chi gli chiede se mantenga l'intenzione di non mettere la fiducia sul dl dignità, il ministro del Lavoron ha risposto: «Spero di no, però mi aspetto, e questo lo auspico, perché il Parlamento è sovrano, che ci sia un atteggiamento costruttivo sulle modifiche. Se poi si cominciano a fare 2-3mila emendamenti a quel punto inizia l'ostruzionismo e mi dispiace perché io ho dato tutta la disponibilità a discutere di modifiche. Devono però essere modifiche migliorative e non
peggiorative e per me peggiorativo significa ripiombare verso il precariato
dopo che noi abbiamo dato una stretta al precariato»

Camusso: voucher? Pronti a nuovo referendum
Intanto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso mette le mani avanti e avverte: «Se fosse vero che i voucher vengono reintrodotti, e il loro uso allargato, bisognerebbe mettere in discussione se chiamarlo ancora decreto dignità o decreto liberalizzazione. I voucher sono uno strumento di sfruttamento. Di Maio deve mettersi d'accordo con se stesso. Siamo pronti a
mobilitarci di nuovo. Senza dubbio. E anche a dire che tra gli annunci e le pratiche di questo Governo c'è un abisso. Abbiamo già indetto un referendum, possiamo farne un altro»

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