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Stadio della Roma, Parnasi va ai domiciliari. Il gip: «Mutato…

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La decisione

Stadio della Roma, Parnasi va ai domiciliari. Il gip: «Mutato il quadro probatorio»

Luca Parnasi va ai domiciliari. L’imprenditore, proprietario del progetto del Nuovo Stadio della Roma, arrestato a giugno per associazione a delinquere e corruzione, lascia il carcere di Rebibbia. Secondo il gip Maria Paola Tomaselli il quadro probatorio è mutato, in quanto Parnasi ha avviato una collaborazione col procuratore aggiunto Paolo Ielo, tale da far venire meno le esigenze cautelari. Resta in piedi il procedimento, che presto potrebbe sollevare nuove ombre sunuovi professionisti legati sia all’ex superconsulente del Campidoglio Luca Lanzalone sia allo stesso M5S di Roma.

La revoca della misura cautelare
La decisione del gip è riassunta in un provvedimento di due pagine. Nell’atto si valuta positivamente la decisione di Parnasi di rendere «un ulteriore interrogatorio dinanzi all’ufficio del pm nel corso del quale ha offerto chiarimenti in ordine ai diversi episodi oggetto del titolo cautelare e ad altri emersi nel corso dell’attività investigativa svolta, rendendo dichiarazioni, seppure non del tutto esaustive, puntuali e circostanziate, dando verosimili giustificazioni delle affermazioni in apparente contrasto con le emergenze processuali». Inoltre, il gip ritiene che il «pericolo di recidiva» risulta attenuato.

Il primo interrogatorio di 11 ore
Nel primo interrogatorio Parnasi ha detto che «ho pagato tutti i partiti». Un «sistema» che sarebbe girato attorno alla figura di Luca Lanzalone, superconsulente della sindaca Virginia Raggi, con delega all’impianto giallorosso: era il «mio» referente al Campidoglio, ha confermato Parnasi. Parnasi ha raccontato tutte le dazioni di denaro, spiegando che i finanziamenti compiuti in favore dei partiti erano regolari. Tuttavia ha confermato la ricostruzione investigativa come già delineata nelle accuse dei magistrati. In particolare è sulla posizione di Lanzalone che sono giunti riscontri ai pubblici ministeri, i quali ritengono che il dirigente - con importanti legami nel Movimento5Stelle - era stato corrotto per la sua funzione di funzionario «di fatto» del Campidoglio. «Me l’ha presentato la Raggi», ha spiegato Parnasi, che ha detto di aver dato a Lanzalone delle consulenze (una da 12mila euro, più altri lavori promessi da 90mila euro) proprio per quella funzione «di fatto» svolta nel Comune, su apposita delega della sindaca pentastellata.

Il secondo verbale: nuove rivelazioni su un professionista vicino ai 5stelle
Nel secondo interrogatorio, invece, Parnasi ha fatto nuove rivelazioni ai pubblici ministeri. Ha fornito chiarimenti in ordine al ruolo di Luca Lanzalone, offrendo ai magistrati nuovi spunti investigativi su un avvocato donna che risulterebbe molto vicina a esponenti del Comune di Roma del Movimento5Stelle. Il verbale è blindato ma non è escluso che presto la Procura capitolina possa formulare un nuovo capo d’imputazione nel procedimento sul Nuovo Stadio della Roma.

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