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F1, in Germania Vettel spreca il vantaggio e Hamilton fa il miracolo

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la doppietta delle mercedes

F1, in Germania Vettel spreca il vantaggio e Hamilton fa il miracolo

Lewis Hamilton festeggia la vittoria nel Gran premio di Germania a Hockenheim (Ap)
Lewis Hamilton festeggia la vittoria nel Gran premio di Germania a Hockenheim (Ap)

Le gare di Formula 1 sono ancora per fortuna imprevedibili quando la variabile meteo si mette di mezzo. E così una domenica che sembrava scontata, che in tanti avrebbero scommesso sarebbe rimasta in mano a Vettel, come è stato fino al giro 52 di 67, invece scappa di mano perché il pilota tedesco non riesce “a tenere” la monoposto in strada con la pioggia. Perché al muretto gli hanno detto di “stare fuori”, mentre il quattro volte campione in Red Bull stava guidando la Ferrari al momento virtualmente prima in gara e in classifica mondiale. Il tutto perché la pioggia avrebbe dovuto smettere, cosa peraltro successa poco dopo, siccome in realtà quegli inizialmente deboli scrosci estivi non hanno nemmeno riguardato con costante intensità tutti i settori.

Di questa domenica resterà quindi un ricordo di un Gran premio indigesto sul fronte personale. Perché se anche la sede della Mercedes-Benz è qui vicina, poco importa per il cuore dei piloti: il team di Toto ha sede in Inghilterra, mentre questa, per i tifosi, era vista come la gara di Vettel. Una gara che avrebbe dovuto consolidare il suo vantaggio nel mondiale anche grazie a un Hamilton partito dietro per via di noie meccaniche. Che avrebbe visto con ogni probabilità due Ferrari sul podio. Che avrebbe permesso di arrivare ancora a Budapest con un presunto vantaggio prestazionale delle Ferrari, almeno per come si era palesato il vantaggio delle rosse nel gran prix inglese e ieri in qualifica.

E invece è uno-due dei tedeschi: Hamilton, partito quattordicesimo, è andato a vincere davanti a Bottas e a Raikkonen, impotente di fronte a una strategia di gara della stella a tre punte ineguagliabile. C'è da dire che il secondo e terzo sono comunque arrivati proprio come erano partiti dalla piazzola di start, mentre Hamilton ha messo in scena una dura rimonta dal fondo, come ormai gli riesce quasi sempre quando ha problemi tecnici al sabato.

Quindi una grande rivincita per Hamilton. Un trionfo insperato a soli 50 chilometri dalla città natale di Vettel che, solo una settimana fa, era andato a vincere a “casa sua”, a Silverstone, mostrando di saper approfittare di una situazione inaspettata a dir poco. Però lui ci ha sempre creduto. Molto religioso, Hamilton dice di aver pregato molto e spinto sempre come se niente fosse successo. E poi il colpo di fortuna: non importa che la Ferrari di Vettel andasse più forte, perché grazie alla forte pioggia arrivata alle 16.10 circa, che aveva messo in difficoltà tanti piloti, prima in curva 6, poi anche altrove, sono iniziati più rientri a box e, a causa dell'incidente, la safety car ha livellato i gap agevolando ovviamente chi era indietro e aveva scelto una strategia più azzardata come appunto il campione in carica.

Dire che è solo un “peccato” è poco, perché l'apprensione di questo week-end per le condizioni di salute di Sergio Marchionne avevano senza dubbio condizionato il team a dedicare i risultati (come già successo ieri con la pole) e a tirare fuori il meglio dal piede e dall’orgoglio dei piloti. Insomma non mancava proprio niente nella ricetta vincente di Ferrari per piazzare un altro buon risultato. Ma non è stato possibile per un dettaglio, per un rischio ponderato dalla scuderia che tuttavia non è andato a buon fine: se Vettel fosse andato a cambiare le gomme presto forse non avrebbe vinto per il tempo perso. Ma allo stesso modo, dal muretto Mercedes, sul finale, è stato visto richiamare Hamilton in pista mentre gli era già stato ordinato di rientrare e proprio nel momento in cui si trovava già nella corsia di rientro, costringendolo letteralmente a “tagliare” sull'erba come un “grezzo” conduttore della domenica nelle categorie GT.

E così, mentre sul podio l’inno Deutschland über Alles suonava per seconda sotto una pioggia battente, a tributare il team al posto dell'inno di Mameli, si è notato un tempismo del temporale quasi biblico: solo poca acqua per rivitalizzare una gara nuovamente abbastanza noiosa, almeno fino al giro 40. E poi tutto il grosso a fine gara, senza almeno far male veramente a nessuno.

Bilancio amaro, dunque, per Maranello. Niente vittoria da dedicare a Marchionne, solo rimpianti e probabili lamentele dei prossimi giorni sul pilota: in effetti la sua uscita non era dovuta, pare, ad alcun problema meccanico come è stato ieri per Hamilton. Pertanto, nonostante il muretto abbia fatto la sua parte, ora salirà la tensione per aver bruciato un'opportunità del genere. Meno male che Budapest piace a tanti: domenica prossima se ne vedranno ancora delle belle, prima di entrare nella fase post estiva dove, per un po', prevarranno teoricamente di nuovo solo le auto più potenti.

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