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«Genius loci», quando l’opera nasce tra la polvere (e…

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Arte

«Genius loci», quando l’opera nasce tra la polvere (e le muffe) del tempo

È un progetto artistico che si chiama Genius Loci e nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. Come spiegano il curatore Gianluca Marziani ed il duo Ttozoi, Stefano Forgione e Giuseppe Rossi, per il progetto artistico sviluppato con il Patrocinio del Ministero dei Beni culturali sono stati scelti due siti Unesco, simboli universali della cultura architettonica, artistica ed archeologica italiana: la Reggia di Casertacon la sua necropoli sannita (IV sec a.C., riportata alla luce nel 1990 nell'area sottostante il secondo cortile) e l’anfitreato del complesso archeologico di Pompei, dove il duo ha avuto a disposizione gli ambulacri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 e successivamente riportati alla luce.

Opere create sul luogo e teche sigillate
Per Caserta (dove la mostra è iniziata venerdì) e Pompei, gli artisti hanno creato delle opere in situ, realizzando diverse installazioni costituite da teche sigillate, all’interno delle quali le tele hanno dimorato per circa 40 giorni, durante i quali il Tempo e la Natura hanno svolto il loro lavoro. Questo perché, durante la gestazione, è la tela che cattura l’humus, l’anima del luogo, andando oltre il visibile e permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il «condizionamento emotivo» e il «condizionamento ambientale», in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti. Il processo realizzato a quattro mani dal duo, prevede l’utilizzo di materie organiche (farine varie), acqua e pigmenti naturali su tele di juta, poi riposte in particolari teche che favoriscono la naturale proliferazione di muffe, con manifestazioni sempre diverse: nutrendosi della sola parte organica, le spore interagiscono con l'opera secondo uno schema ignoto ed apparentemente caotico. In realtà Ttozoi monitora costantemente la progressione del processo, fin quando decide di interromperlo. Segue dunque la rifinitura e l’ultimazione delle tele.

Paesaggi nebulosi e cieli che brillano
A Caserta le immagini delle 20 opere selezionate raccontano paesaggi nebulosi, montagne tra cieli che brillano, mari con variabili di infiniti blu, paesaggi notturni visti dal cielo. Spiega il curatore Gianluca Marziani: «Il risultato diventa la forma immaginata e misteriosa, viva e pulsante, forma inizialmente possibile ma mai realmente preventivabile. Perché il risultato di Genius Loci appartiene alla biologia del luogo, alle variabili infinite di un environment. Ttozoi decidono, con metodo e disciplina, quando fermare il processo, optando per un istante di chiusura così come nella vita si sceglie un inizio che conduca al conseguente epilogo. Dal momento in cui le muffe sono bloccate, l’opera rende l’impronta materica un segno definitivo, una nuova superficie che metabolizza la metafora e la somiglianza mimetica». L’esposizione gratuita fino al prossimo 20 agosto, seguirà i normali orari museali della Reggia.

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