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Decreto flussi «allargato», stop di Salvini

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salvini al senato

Decreto flussi «allargato», stop di Salvini

Un «no» ribadito più volte «a ogni regolarizzazione». Matteo Salvini ieri nell’audizione programmatica al Senato snocciola i suoi obiettivi: la politica sui migranti resta la priorità strategica. Si profila un decreto legge «entro l’estate»: prima della pausa di agosto (meno probabile) o a settembre (più probabile). Nel corso dell’audizione e delle domande dei parlamentari emerge più volte il tema di una sanatoria per gli immigrati irregolari: Salvini ripete e conferma la sua contrarietà, poi rammenta la validità «di un decreto flussi per 30mila persone previsto per il 2018». Non altro, dunque.

Di fatto un terzo della sua relazione letta ieri a palazzo Madama è dedicata all’immigrazione. A partire dai probabili punti di intervento nel prossimo decreto o disegno di legge (il tipo di normativa deve ancora essere deciso). Ci sarà un a norma di revisione della protezione umanitaria «oggi beneficio maggiormente concesso dal sistema nazionale» anche se «dovrebbe essere di carattere residuale». Nell’ultimo quinquennio, ricorda il ministro, «solo il 7% dei richiedenti asilo ottiene il riconoscimento dello status di rifugiato» e va aggiunto «un ulteriore 15%» per la protezione sussidiaria»: una quota comunque «minoritaria» sottolinea Salvini «rispetto al 28%» di permessi per motivi umanitari.

Nel «pacchetto sicurezza» il ministro dell’Interno vuole inserire anche norme per ampliare il numero di reati in grado di sospendere la domanda di asilo: «Oggi vale per lo stupro aggravato ma, è incredibile, non per quello senza aggravante. Demenziale». La questione andrà concertata con il collega alla Giustizia, Alfonso Bonafede; in generale il provvedimento «coinvolge cinque o sei ministeri». Rimane il fatto che gli sbarchi di migranti vanno verso i minimi termini: «A partire dal 1° giugno 2018 - rileva il vicepresidente del Consiglio - sono sbarcati a oggi 4.677 migranti a fronte di 34.220 nello stesso periodo dell’anno scorso con una riduzione pari a -86%».

Il ministro rilancia sui Cpr (centri per i rimpatri): oggi sono attivi a Torino, Roma, Bari, Brindisi, Palazzo San Gervasio (Pz) e Caltanissetta per circa 880 posti ma entro l’anno saranno «riattivati nuovi centri per circa 400 posti» a Macomer (Nu), Modena, Gradisca d’Isonzo e Milano. Salvini ieri ha incassato anche l’ok della Camera dei deputati al decreto sulle motovedette alla Libia con 266 sì e quattro no (Leu e +Europa).

Ma la copertina di Famiglia di Cristiana ha sollevato una bufera politica. «Vade retro Salvini» il titolo del settimanale cattolico. «Pessimo gusto» replica il titolare del Viminale. Il periodico sottolinea l’impegno della Chiesa «contro certi toni sprezzanti e non evangelici». Attacca l’ex segretario Ps Matteo Renzi: « Se in campagna elettorale - twitta - mostri in modo strumentale il rosario, se fai la battaglia per il crocifisso nelle sale pubbliche, non hai diritto di arrabbiarti per una copertina di Famiglia Cristiana». Il presidente della Camera, Roberto Fico, liquida la questione con una battuta: «Non commento copertine». Il vicepresidente Pd a Montecitorio, Ettore Rosato, sostiene che di rado il giornale cattolico interviene così vistosamente e, «se lo fa, la decenza è superata».

Ieri Salvini ha incontrato il sindaco di Roma Virginia Raggi: uno dei punti di maggior attenzione è la chiusura dei campi rom. «Non sarà la corte europea di Strasburgo a bloccare il ripristino della legalità» afferma il ministro e annuncia di aver «chiesto al Comune di proseguire sulla via tracciata. Ho messo a disposizione la forza pubblica». Ieri infine a Bruxelles al Coreper (comitato rappresentanti permanenti) è cominciato l’esame della proposta della Commissione sui centri di transito e le piattaforme di sbarco: sarebbero stati considerati «una buona base di partenza».

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