Italia

La Mostra Cinema Venezia al giro di boa dei 75anni. Baratta: la…

  • Abbonati
  • Accedi
AL LIDO dal 29 agosto all'8 settembre

La Mostra Cinema Venezia al giro di boa dei 75anni. Baratta: la Farnesina evitò che Cannes la oscurasse

Dalla storia del primo uomo a mettere piede sulla Luna, Neil Armostrang nel “First men” di Damien Chazelle (regista di La La Land) film d'apertura, all'atteso “A star is born” di Bradley Cooper con Lady Gaga alla triste vicenda di Stefano Cucchi raccontata da Alessio Cremonini in “Sulla mia pelle”, dal nuovo Suspiria di Luca Guadagnino a “Capri-Revolution” di Mario Martone. Solo per citarne alcuni. La Mostra del Cinema di Venezia arriva all'edizione numero 75 mantenendosi fedele al suo consolidato brand che riesce a dare la migliore “istantanea del presente” bilanciando registi affermati, opere prime, opere seconde, nuove cinematografie emergenti, film restaurati e rassegne di genere.

GUARDA IL VIDEO - Venezia, a Vanessa Redgrave il Leone d'oro alla carriera

La mostra dal 29 agosto all'8 settembre
Paolo Baratta, presidente della Biennale e Alberto Barbera, direttore della Mostra hanno presentato oggi le novità della rassegna veneziana che si terrà al Lido dal 29 agosto all'8 settembre con la giuria presieduta da Guillermo del Toro, due volte premio Oscar per la Forma dell'acqua presentato proprio l'anno scorso a Venezia. Un compleanno per i 75 anni che verrà celebrato con una mostra di foto e documenti dell'Archivio storico al piano terra dell'Hotel Des Bains attualmente in via di restauro. L'anno scorso, precisa Baratta «entrammo nell'isola del Lazzaretto accelerando così il progetto di restauro del Polo museale di Venezia, quest'anno sarà la volta del Bains». Compleanno comunque atipico, aggiunge Baratta, perché «in realtà gli anni che vanno dalla prima edizione del ‘32 al 2018 sono 87. Ne mancano quindi 12. Dove sono? – si domanda Baratta – che fine hanno fatto? Sei sono anni in cui non ci fu nulla. Poi gli anni della la guerra mentre nel ‘73 e nel ‘78 semplicemente non si tenne. Degli altri sei che mancano all'appello tre sono anni sui quali cadde la damnatio memoriae perché erano gli anni '40, ‘ 41 e 42 che furono cancellati nel 47. Poi con Ripa di Meana due anni dedicati solo al dissenso e al Cile. Il terzo anno non contato è il 46. Fu chiamata manifestazione cinematografica nell'anno in cui fu dichiarata la Repubblica. La damnatio memoriae non riguardò però le persone perché Elio Zorzi chiamò al suo fianco Ottavio Croze che era stato direttore delle mostre del '40, ‘ 41 e 42».

Dopo la guerra, ricorda Baratta, anche la Francia confermò la fiducia alla Mostra solo che nel '46 i francesi presero la decisione di organizzare il loro Festival a settembre. «Dovette intervenire il nostro ministero degli Esteri – dice Baratta – e alla fine concordato di organizzare Cannes in aprile e Venezia a settembre. Una decisione che ancora oggi possiamo ricordare come un evento importante».

Baratta ricorda anche come sia partito con il piede giusto il progetto di riqualificazione della nuova cittadella del Cinema del Lido con il restauro del Casino grazie a uno «stanziamento importante per le periferie mentre noi aggiungeremo una cifra per il mercato e le sale di ridotte dimensioni». Prosegue nel frattempo l'investimento di Biennale College “in residenza” per incoraggiare la scrittura per teatro, danza e cinema Qdi giovani autori. Questo di pari passo ai nuovi progetti di realtà virtuale che hanno visto impegnati 1330 studenti con un incremento del 40% rispetto all'anno scorso.

Il primo uomo sulla Luna aprira' Venezia

FIlm di Cremonini sulla vicenda Stefano Cucchi
Il direttore della Mostra Barbera parla di un'edizione «ricca e curiosa». Fatta di tanti film di genere ma anche di autore. Come se «per ritrovare contatti con pubblico è importante passare da codici condivisi e quindi film storici, crime movie, polizieschi, western». Ci saranno molti grandi autori, alcuni per la prima volta a Venezia ma anche moltissime scoperte, otto opere prime, molte opere seconde. Il film di Alessio Cremonini 'Sulla mia pelle', si incentra sulle ultime ore di Stefano Cucchi, con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca e Max Tortora aprirà la sezione Orizzonti. Saranno 17 in totale i titoli che Rai Cinema tra film, documentari e cortometraggi, più un evento per Medicinema Italia che verrà presentato parallelamente al programma ufficiale. Tre i film in Concorso: “Capri-Revolution” di Mario Martone, l'opera di un Maestro che riesce - tra i pochi in Italia - ad avere uno sguardo globale sulla storia e sull'attualità culturale del nostro Paese - dice Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Poi “What You Gonna Do When the World's on Fire? (Che fare quando il mondo è in fiamme?)”, il film documentario di Roberto Minervini, tra i nuovi autori più interessanti, esperto nell'uso di un linguaggio aderente alla realtà. “Opera senza autore” l'atteso e ambizioso lavoro di Florian Henckel von Donnersmark, premio Oscar per “Le vite degli altri”, racconta in circa tre ore la grande Storia attraverso le vicende individuali di personaggi che dalla Storia vengono profondamente segnati.

“Villeggianti” affresco della famigia Bruni Tedeschi
Fuori concorso “Una storia senza nome” di Roberto Andò, un film sul cinema che racconta con toni ironici e paradossali la vicenda quasi leggendaria del furto del quadro del Caravaggio avvenuto a Palermo nel 1969. Questo titolo, insieme a “Capri - Revolution” e “Opera senza autore” saranno distribuiti nelle sale da 01 Distribution”. Sempre Fuori concorso, l'ultimo lavoro di Valeria Bruni Tedeschi, “I villeggianti” un personale affresco familiare con Valeria Golino e Riccardo Scamarcio. Sempre in Orizzonti, ma in concorso, “La profezia dell'armadillo”, l'opera prima di Emanuele Scaringi tratta dalle avventure di Zerocalcare.
“Quest'anno il numero dei film documentari coprodotti da Rai Cinema presenti alla Mostra è particolarmente consistente - aggiunge Nicola Claudio, presidente di Rai Cinema - ben cinque collocati nelle varie sezioni del Festival, un segno della forte vivacità delle nostre proposte di cinema del reale. Tra questi, oltre al film documentario di Roberto Minervini, sottolineo la partecipazione nella sezione Sconfini di “Camorra” di Francesco Patierno.

© Riproduzione riservata