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Dal lavoro alla legittima difesa, cosa divide (e cosa ancora…

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dopo lo scontro sul dl dignità

Dal lavoro alla legittima difesa, cosa divide (e cosa ancora unisce) Salvini e Berlusconi

Divisi, fino quasi ad arrivare allo scontro, sul decreto lavoro. Visioni diverse sul posizionamento in Europa. Sostanziali convergenze sul fronte migranti e sulla necessità di riformare la legittima difesa. I quasi due mesi di Governo Conte iniziano a farsi sentire sui rapporti tra Lega e Forza Italia, i primi alleati nell’esecutivo con i grillini, i secondi ancorati sempre più all’opposizione. Nonostante le due forze politiche siano al governo insieme in 6 Regioni e 31 comuni capoluogo di provincia (10 vinti solo nelle ultime amministrative).

Salvini: non blocco nulla
«Io spero ancora che la Lega ci aiuti per bloccare queste norme», ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi in riferimento al decreto lavoro in discussione alla Camera, «in nome delle aziende, dei produttori, dei lavoratori, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, che non hanno davvero bisogno di altre difficoltà», ha aggiunto. Ma il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto picche: «Io non blocco nulla, lavoriamo per migliorare». Un chiaro indicatore che la Lega non ha intenzione di rompere con il M5S.

Migranti, Lega-Fi vicini sulla linea dura
Sul fronte migranti, il programma di governo ante 4 marzo del centrodestra prevedeva il blocco degli sbarchi. La capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, fedelissima di Berlusconi, ha detto, in merito alla linea dura di Salvini: «Si è mosso bene, nonostante la timidezza di Conte, sulla vicenda migranti, seguendo in parte quanto indicato dal programma del centrodestra».

Restano le distanze sulle alleanze in Europa
A Bruxelles, mentre Forza Italia fa parte della famiglia dei Popolari europei insieme alla Cdu di Angela Merkel, la Lega appartiene al gruppo L’Europa delle Nazioni e della Libertà (Enl), del quale fanno parte le formazioni della destra euroscettica, tra cui il Front National di Marine Le Pen e il Partito per la libertà olandese (Pvv) di Geert Wilders e il partito della libertà austriaco (la destra del Fpö) di Heinz Christian Strache (al governo di Vienna insieme ai popolari).

Legittima difesa, possibile intesa
Sulla legittima difesa, il cui iter è in discussione al Senato, il centrodestra potrebbe ritrovare su alcuni punti l’unità. Le proposte di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia puntano a limitare la discrezionalità del giudice nella definizione di legittima difesa. Più prudenti i 5 stelle, i quali vorrebbero levare comunque quelle «zone d’ombra di incertezza» per quei cittadini che vogliono difendersi quando la loro incolumità è in pericolo.

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