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Sul Dl Dignità prende quota il ricorso al voto di fiducia

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Sul Dl Dignità prende quota il ricorso al voto di fiducia

A giugno risale la disoccupazione che tocca il 10,9%; rispetto a maggio sono 60mila in più a cercare un posto di lavoro. Aumenta la disoccupazione giovanile che sale al 32,6% (+0,5% su maggio) in terzultima posizione in Europa. Calano gli occupati, dopo un trimestre di crescita: sono -49mila rispetto al mese precedente, per effetto della caduta dei dipendenti permanenti (-56mila), bilanciata solo in parte dalla crescita dei contratti a termine (+16mila) che, complice anche la stagionalità, hanno raggiunto il numero più alto dalle rilevazioni Istat, quota 3 milioni e 105mila. L’unico dato congiunturale positivo è il calo di 27mila inattivi, che in parte può aver contribuito ad alzare i disoccupati.

I dati dell’Osservatorio dell’Istat - che certificano l’emorragia di posti stabili e la vivacità del contratto a tempo determinato che rappresenta un motore del mercato del lavoro - arrivano mentre si sta esaminando il decreto 87 in Aula alla Camera, e sembra prendere sempre più consistenza il ricorso alla fiducia per il rispetto del serrato timing fissato dalla maggioranza che attende il via libera di Montecitorio entro domani. Sull’ipotesi fiducia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, si è limitato a dire: «Vedremo se manterranno o meno gli accordi». Ma il tempo stringe e al Senato l’approvazione definitiva del Dl è attesa dalla maggioranza per martedì 7 agosto, alla vigilia della chiusura estiva.

Ieri per tutta la giornata è proseguito l’esame in Aula di una parte dei circa 450 emendamenti presentati (quasi tutti) dall’opposizione: sono stati tutti bocciati, tranne un paio accantonati (somministrazione nei porti e conciliazione). Su una delle novità introdotte dalle commissioni Lavoro-Finanze, l’estensione dell’attuale decontribuzione al 50% per un massimo di 36 mesi, destinata a chi assume con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti gli under 35 nel 2019 e nel 2020, nel limite di 3mila euro annui, è intervenuta la relazione del Mef, Ragioneria dello Stato.

Sulla base dell’andamento nei primi 5 mesi del 2018 dell’incentivo introdotto dal governo Gentiloni (11.300 nuovi rapporti di lavoro), integrato del 15%, la relazione stima un maggior numero di assunzioni a tempo indeterminato per il 2019 e per il 2020 che potranno usufruire dell’esonero, pari a 31.200 giovani. Nel biennio si attendono dunque in totale 62.400 assunzioni incentivate. L’ex ministro Pier Carlo Padoan notava ieri il diverso atteggiamento del governo rispetto alla precedente rilevazione della Rgs sui posti di lavoro a rischio.

Sempre Mef-Rgs sottolineano l’assenza di copertura finanziaria alla modifica che porta a 27 mensilità massime l’indennizzo per la conciliazione per i licenziamenti ingiustificati. In sede di votazione in Aula, c’è l’impegno per coprire la misura con una riduzione del Fondo sociale per 1,1 milioni l’anno tra il 2019 e il 2021.

Tornando ai dati Istat, nel confronto europeo l’Italia con il 58,7% di occupati è stabilmente in terzultima posizione, su base annua a giugno si registra una crescita occupazionale (+330mila), sostenuta da +394mila lavoratori a termine, da +19mila lavoratori indipendenti e dal calo di 83mila permanenti. Sempre su base annua si registrano 8mila disoccupati in meno e 344mila inattivi in meno.

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