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Ilva, Di Maio: no passi avanti, Mittal batta un colpo o tavolo non…

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la trattativa al mise

Ilva, Di Maio: no passi avanti, Mittal batta un colpo o tavolo non riparte

«Arcelor Mittal deve battere un colpo» e superare il piano che aveva deciso con Calenda e che «manda a casa 3 mila persone. Al momento però da Arcelor Mittal non ci sono passi avanti». Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, al termine dell'incontro al Mise sull’Ilva con azienda e sindacati, aggiungendo che una riconvocazione del tavolo con i sindacati è possibile già in settimana ma che «senza una offerta migliorativa del piano occupazionale» non ci sarà una nuova convocazione. Perché «non ha senso rivederci se si prevedono 10.000 assunti su oltre 13.500 e tutti gli altri che devono restare a carico dello Stato». Poi ha aggiunto che «domattina o al massimo nel pomeriggio manderemo all'Avvocatura dello Stato la richiesta di parere per quanto riguarda l'annullamento della gara di ArcelorMittal che entra in Ilva», riferendosi ai rilievi contenuti nel parere Anac sulla gara.

È ripartita oggi alle 13, al ministero dello Sviluppo economico, la trattativa sull’Ilva con il tavolo sull’occupazione fra i sindacati e ArcelorMittal, dopo la discussione del piano ambientale proposto dal colosso siderurgico. Le proposte di Arcelor, che aveva presentato una serie di impegni addizionali per l’ambiente, non hanno soddisfatto del tutto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che aveva parlato di «qualche passo avanti». Intanto il tempo stringe. A settembre, hanno ammonito i commissari, quando scadrà l'amministrazione straordinaria, la cassa sarà vuota.

Di Maio: prenderò decisione ma gara piena di criticità
«Conosciamo bene la questione delle risorse di cassa nelle disponibilità di Ilva, «e come si fa? Vuol dire che non andiamo in ferie e lavoriamo tutto agosto su Ilva a tambur battente» ha detto Di Maio stamattina, assicurando: «Da una parte sarà la legge a dirmi cosa fare con la gara, dall’altra andiamo avanti con il dialogo tra sindacati e azienda». Poi ha ribadito le perplessità sulla gara («Quelli che governavano prima e che fanno la parte degli esperti mi hanno lasciato una procedura di gara che l’Anac dice sia piena di criticità»). E in vista del tavolo sull’occupazione Ilva di oggi ha aggiunto: «Quelli che mi fanno la lezione sul caso Ilva hanno firmato una gara» in cui Arcelor prevede 10mila lavoratori contro 14mila, ha aggiunto.

GUARDA IL VIDEO: Ecco cosa c'è scritto nel nuovo piano ambientale di ArcelorMittal per l'Ilva

Fiom: impensabile anche un solo licenziamento
Arcelor Mittal non ha cambiato posizione sul piano occupazionale nè il Governo ha portato novità: «Se il Governo convoca nei prossimi giorni saremo presenti, ma senza un cambiamento delle posizioni dell'azienda su occupazione e diritti per le lavoratrici e i lavoratori, il tavolo non farà nessun passo avanti. Il Governo è uno dei firmatari del contratto di aggiudicazione, e quindi deve assumersi le proprie responsabilità» ha dichiarato in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom, secondo cui è «inaccettabile che a fronte di un raddoppiamento della produzione con l'obiettivo entro il 2023 di 10 milioni di tonnellate di acciaio, di cui 8 milioni di tonnellate prodotte a Taranto, non si preveda la collocazione di tutti i 14 mila lavoratori». Per la Fiom, inoltre «non si può pensare che a conclusione della trattativa ci sia anche un solo licenziamento».

Oggi tavolo al Mise sull'Ilva

Fim: posizione Am su esuberi immutata e inaccettabile
Nell'incontro odierno sull’Ilva «la posizione dell’azienda (ArcelorMittal) sugli esuberi è immutata ed è inaccettabile, il Governo non scioglie ancora i nodi di sua competenza. Per questo la distanza verso l'accordo si allontana anche rispetto all'avvio della trattativa di 15 mesi fa». Così si legge in una nota diffusa dalla Fim Cisl al termine del tavolo in cui il segretario generale del sindacato, Marco Bentivogli, ha aggiunto: «se il ministro vuole fare meglio del
suo predecessore, siamo tutti contenti, ma lo dimostri nel merito perché accanto agli annunci stiamo andando indietro».

Uilm: no a rinvio, o accordo oggi o fallimento
«Oggi è una giornata importante. Penso che la conclusione non possa essere quella di un rinvio. Oggi è la prova del nove. O c’è un accordo oggi oppure c’è il fallimento» ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, entrando al ministero dello Sviluppo economico per il tavolo Ilva. «Il gruppo Mittal deve sapere che non ci sono più scorciatoie», ha aggiunto Palombella. «Fino adesso hanno chiesto chiarimenti ma non è più il tempo di chiarimenti ma quello della responsabilità» ha concluso.

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