Italia

Coperture certe su prime misure e trattativa con Bruxelles sull’Iva

  • Abbonati
  • Accedi
L'Analisi|il cammino della manovra

Coperture certe su prime misure e trattativa con Bruxelles sull’Iva

Dalla ricognizione preliminare in vista della manovra 2019, emerge che la neutralizzazione delle clausole Iva è legata all’esito della trattativa con Bruxelles. Si punta a finanziare il mancato gettito per 12,4 miliardi attraverso l’aumento del disavanzo. In tal modo il deficit tendenziale del prossimo anno, che già per effetto della minore crescita salirà attorno all’1,2% rispetto allo 0,8% del Def di aprile, potrebbe attestarsi nei dintorni del 2 per cento. Contestualmente si dovrebbe spuntare il sostanziale rinvio della riduzione del deficit strutturale chiesta dalla Commissione europea, pari a 10-11 miliardi nel 2019.

Operazione fattibile? La precondizione – come conferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria nell'intervista apparsa ieri sul Sole24Ore – è che non si superino le colonne d'Ercole della discesa del debito pubblico e del «non peggioramento del deficit strutturale». Il che vuol dire che per il debito il nuovo profilo discendente, se pur diversamente modulato rispetto al 130,8% atteso quest'anno e al 128% per il 2019, dovrebbe comunque essere garantito.

Timing più soft anche per la riduzione del deficit strutturale, il parametro chiave dell’attuale disciplina di bilancio europea, con il pareggio di bilancio destinato a slittare al 2021. Nello schema messo a punto da Tria, che punta a evitare manovre con effetto potenzialmente depressivo tali da incidere sull’intero quadro delle variabili di finanza pubblica, uno degli argomenti da sottoporre al vaglio di Bruxelles è proprio l'effetto del rallentamento in atto dell’economia. Poiché alla fine il giudizio che più conta è quello dei mercati, il segnale dovrà essere inequivocabile: nonostante la minore crescita, il debito non dovrà interrompere la sua marcia discendente. Ne consegue che, una volta risolta la questione delle clausole Iva , ogni ulteriore spazio sul versante del deficit è precluso.

L’avvio graduale delle misure portanti del programma di governo, al netto dei possibili interventi di riordino «per semplificare alcune aliquote Iva» annunciati da Tria, dovrà dunque essere finanziato in toto attraverso un set di coperture assolutamente certo e strutturale. Si lavora al riordino delle tax expenditures, terreno scivoloso perché comporterebbe un incremento della pressione fiscale, e dunque dovrebbe essere accompagnato da un intervento sull’Irpef. Per la “pace fiscale”, l’incognita è sulla natura del maggior gettito che alla luce delle attuali regole va inserito nelle una tantum. Introiti che non concorrono al taglio del deficit strutturale e non possono essere utilizzati a copertura di interventi strutturali.

Conte: la Legge di Bilancio sarà seria, rigorosa e coraggiosa

© Riproduzione riservata