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Incidente di Bologna: soccorsi in 140 minuti tutti i feriti

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l’asse stradale tagliato in due

Incidente di Bologna: soccorsi in 140 minuti tutti i feriti

La cisterna carica di Gpl che si è abbattuta come un proiettile su una fila di camion in coda in autostrada nei pressi di Bologna ha creato una forte emergenza sul piano sanitario. Il tamponamento che si è trasformato rapidamente in un inferno sullo snodo di Borgo Panigale, a ridosso della bretella che collega la A1 e la A14, ha richiesto l’immediata azione del 118 per trasportare i feriti in ospedale. Con una overdose di arrivi nei nosocomi bolognesi. Dopo l'esplosione più forte, che ha fatto anche colassare il ponte sulla tangenziale, il bilancio è stato di un morto e 145 feriti. Mino Picoco, direttore della centrale operativa 118 dell'azienda Usl di Bologna, ha diretto i soccorsi che si sono svolti in tempi strettissimi.

GUARDA IL VIDEO - Incidente di Bologna: dall'inizio dell'emergenza soccorsi in 140 minuti

Prima chiamata alle 13,45
«La prima chiamata - racconta il dottor Picoco al Sole24ore.com - è arrivata alle ore 13,45, mentre alle 13,55 è giunta la notizia dell’esplosione». Subito sono stati applicati i Piani di massiccio afflusso degli ospedali. «Abbiamo in prima battuta messo in campo le ambulanze disponibili - spiega Picoco - e abbiamo subito bloccato i servizi intra-ospedalieri. In tutto abbiamo messo in azione 26 ambulanze». La criticità principale è stata il fatto che «l’asse autostradale suddivideva il territorio in due con 5-6 focolai di presenza di feriti. Tre automediche hanno fatto il triage di campo». Soccorsi, dunque, molto complessi mentre infuriavano incendi in diversi punti della zona dei soccorsi, con i Vigili del fuoco impegnati a spegnere le fiamme.

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Dei 145 feriti 68 portati in ospedale in ambulanza
Dei 145 feriti del disastro 68 sono stati portati in ospedale in ambulanza. Gli altri sono arrivati con mezzi propri. «La metà dei 68 feriti che abbiamo trasportato, i più gravi, sono stati portati all’Ospedale Maggiore e Sant’Orsola - spiega Picoco - mentre gli altri nei punti di pronto soccorso della cintura urbana». Le lesioni riportate, spiega ancora Picoco, sono state «soprattutto ustioni di secondo grado, alcune fino al 30% di superficie corporea, e qualche trauma da impatto, contusioni e tagli da vetro».

Centoquaranta minuti per i soccorsi
L’emergenza causata dall’incidente ha richiesto in tempi strettissimi il trasporto in ospedale di moltissimi feriti. «Dall’inizio dell’emergenza - racconta Picoco - fino allo smaltimento dei pazienti gestiti dal 118 fino all’ultimo paziente trasportato sono passati 140 minuti».

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