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referendum il 21 ottobre

Verbano Cusio Ossola, ecco perché si vuole «traslocare» in Lombardia

Una veduta di Verbania sul lago Maggiore
Una veduta di Verbania sul lago Maggiore

L’appuntamento alle urne è per domenica 21 ottobre. È la data fissata dal Consiglio dei Ministri per il referendum con cui i 160 mila cittadini della provincia del Verbano Cusio Ossola sceglieranno se restare sotto il Piemonte o diventare lombardi. È la prima volta, in Italia, che si vota per il passaggio di una provincia da una regione all'altra. A fare da apripista è la punta più settentrionale del Piemonte, al confine con i cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese, oltre che con la Lombardia (provincia di Varese) con la quale ha in comune il lago Maggiore. Benché consultivo, l’esito sarà determninante per arrivare alla scrittura della legge ordinaria dello Stato da votare in Parlamento.

L'iniziativa è stata promossa dal Comitato “Diamoci in taglio” che ha raccolto oltre 5 mila firme per chiedere il passaggio dal Piemonte alla Lombardia; dopo il sì del Consiglio provinciale era arrivato l’ok della Cassazione al referendum. «L’importante era far sì che la gente si esprimesse», dice Valter Zanetta, ex parlamentare Forza Italia oggi passato alla Lega, tra i promotori del referendum.

Il territorio è ricco: con i laghi e le montagne assorbe il 40% del turismo piemontese. E per la sua collocazione geografica e per la sua storia, si è sempre sentito «diverso». Per molti imprenditori e larghi settori dell’economia Milano è un punto di riferimento. Torino è vista molto lontana. Un sentimento che molti sul territorio condividono. Per arrivare in treno da Verbania a Torino la via più veloce passa per Milano. «Il Vco è sempre stato terra lombarda - osserva Zanetta -. La nostra economia gravita su Milano, i nostri ragazzi studiano lì, perché ci arrivano in un'ora mentre a Torino ci si arriva dopo oltre due ore».

Dal 1381 parte del Ducato di Milano, il Vco è finito sotto il Piemonte soltanto nel 1743, col Trattato di Worms, ma non ha mai smesso di pensare all’autonomia. Pulsioni che nel 1992 hanno portato alla nascita della provincia del Vco, con il distacco del Verbano, dell'Ossola e del Cusio dalla provincia 'madre' di Novara.
«Il Piemonte ci ha sempre trascurati», sostiene ancora Zanetta, a cui replica il vicepresidente della Regione Piemonte, il verbanese Aldo Reschigna, che rivendica gli «investimenti turistici e infrastrutturali» degli ultimi anni.

Perplesso sulla strada intrapresa il presidente della Provincia, Stefano Costa, anche lui di centrosinistra. «Sono quattro anni che lotto per la specificità montana - dice - che vorrebbe dire autonomia operativa e fiscale del Vco, una formula immediata e, quindi migliore». Sul tavolo c'è già la questione della copertura degli oneri di questa consultazione elettorale, con il parlamentare Pd Enrico Borghi che annuncia una interrogazione: «il ministro Salvini chiarisca immediatamente - dice - che le spese sono a totale carico dello Stato».

Affinché il referendum sia valido e l’iter legislativo si avvii, è necessario che vada alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Se al referendum dovesse passare la linea dell'annessione alla Lombardia, la palla passerebbe prima alle due Regioni coinvolte e poi al Parlamento. Un iter complesso e inedito.

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