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la crisi di ankara

Moavero: il crollo della lira turca è la risposta ai dubbi sull’euro

Il tonfo della lira turca, perdite diffuse e mercati col fiato sospeso. Quanto sta avvenendo «deve farci riflettere su un punto particolare che riguarda anche il nostro continente: trovarsi all'interno di una area solida come l'Europa, vale a dire di un' area capace di avere una moneta unica forte per più stati diversi e di creare tra quegli stati una rete di protezione in caso di problemi, è un vantaggio.

Al contrario, avere una moneta che può fare riferimento unicamente al suo quadro nazionale può non offrire altrettante garanzie dinnanzi a una crisi finanziaria e ad attacchi speculativi. Per il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, intervistato dal Foglio, «ciò che succede in Turchia andrebbe valutato con attenzione da chi continua ad avere dubbi se avere una moneta come l'euro sia o no positivo: per me lo è».

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Moavero esclude che la crisi del 2011 sia «riproducibile», perché quella fu «una crisi internazionale» e perché l'Europa ora ha gli strumenti per «fronteggiare le difficoltà gravi, grazie soprattutto ai progressi fatti dall'azione della Bce». «Va anche detto che, rispetto al 2011, gli elementi di maggiore criticità che continuano a persistere nel nostro paese sono legati a due punti di debolezza base dell'economia italiana: l'alto debito pubblico e la bassa crescita», sottolinea il ministro. «È almeno da 20, 25 anni che tutti i governi provano ad affrancarsi da questi problemi e anche l'attuale governo affronta la sfida di agire su questi due fronti per tenere lontani attacchi speculativi, qualora ve ne fossero». Oltre al calo del debito e alla crescita, occorrono «più investimenti. Non parlo solo di investimenti pubblici, che sono importanti e che avranno un ruolo chiave nella prossima legge di Stabilità, ma parlo di qualcosa che considero più importante: la nostra capacità di incoraggiare gli italiani a credere in questo paese e investirci. Per farlo - osserva Moavero - è necessario rafforzare il sentimento di fiducia».

Lo spread «non è un tema astratto. Gli indici dello spread, così come quelli delle Borse, vanno osservati con attenzione perché se lo spread sale e la Borsa scende è una pessima notizia per tutti noi italiani, per i nostri risparmi e investimenti, per i nostri mutui», rileva Moavero. Si tratta di «un tema da non sottovalutare benché, credo, dipenda prevalentemente dal clima di incertezza che si è venuto a creare in Italia durante e dopo le elezioni del 4 marzo fino alla nascita del governo. Occorre lavorare bene per migliorare la nostra percezione di affidabilità». Sul siscal compact, «io penso che sia uno strumento neutrale. Non direi sia un ostacolo alla crescita, serve a dare garanzie più solide ai conti pubblici di un paese, e la sua abolizione non porterebbe benefici», dichiara il ministro. In tema di immigrazione, «credo che non sia più accettabile che un paese europeo venga lasciato da solo, è un tema che tutta l'Europa deve affrontare», rimarca Moavero, secondo cui «la rigidità del trattato di Dublino mette in pericolo Schengen».

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