Così nasce, cresce e si diffonde il gossip
DI CASS SUNSTEIN Cass Sunstein, classe 1954, ha insegnato per 25 anni alla Law School dell'Università di Chicago ed è ora professore di Diritto alla Harvard Law School. Il brano che segue è tratto da Voci, gossip e false dicerie, appena pubblicato da Feltrinelli, che aveva già tradotto il saggio Nudge. La spinta gentile, scritto da Sunstein con Richard Thaler 2I rumors, le dicerie, sono vecchi quasi quanto la storia del l'uomo. Ma con la nascita di internet sono diventati onnipresenti. Ne siamo sommersi. Le voci false e infondate sono particolarmente moleste, provocano un danno reale a individui e istituzioni e spesso sono refrattarie alle correzioni. Possono minacciare carriere, programmi politici, funzionari pubblici e a volte la democrazia stessa. Le dicerie che hanno più ampia diffusione riguardano spesso personaggi famosi della politica e dello spettacolo. Altre colpiscono aziende grandi e piccole. Ma capita anche che coinvolgano comuni e ignoti cittadini. Tutti siamo vittime potenziali delle dicerie, anche di quelle false e maligne. Nelle elezioni del 2008 molti americani erano convinti che Barack Obama fosse musulmano e che non fosse nato negli Stati Uniti. (...)
Nell'era di internet è molto facile far circolare voci false o calunniose. Lo studente universitario, il commerciante, il professore, il banchiere, il datore di lavoro, l'agente assicurativo, l'agente immobiliare, tutti sono vulnerabili di fronte a un'accusa infondata che può avere un effetto doloroso, nocivo o addirittura devastante. Se su internet compare un'accusa di comportamento riprovevole, chi cerca su Google il nome in questione ne verrà immediatamente a conoscenza. L'accusa contribuirà a definire la persona (potrebbe addirittura finire su Wikipedia, per un certo tempo). (...) Chi crede a una diceria è spesso perfettamente razionale, nel senso che la sua convinzione è assolutamente sensata alla luce delle sue conoscenze del momento. Per lo più non possediamo conoscenze dirette o personali sui fatti che stanno alla base dei nostri giudizi. (...) In mancanza di conoscenze personali, tendiamo a pensare che non c'è fumo senza arrosto – che, insomma, una diceria non avrebbe preso piede se non fosse stata almeno in parte vera.
A CURA DI giulia.crivelli@ilsole24ore.com
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