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Mark Zuckerberg ammette: sulla privacy troppi errori

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Questo articolo è stato pubblicato il 24 maggio 2010 alle ore 15:44.

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha ammesso di aver commesso «un pacchetto di errori» nella gestione della privacy degli utenti del popolare social network. Il sito sta per mettere in linea una serie di modifiche dopo un'ondata di proteste scatenata dall'introduzione, avvenuta il mese scorso, di nuove funzionalità.

Nelle scorse settimane è cresciuta la voce di voci autorevoli della rete, blog, giornali, utenti insoddisfatti. Tutto ha avuto origine della "personalizzazione istantanea", inserita automaticamente per alcuni siti (Microsoft Docs.com, Pandora e Yelp). I dati personali impostati dall'utente nel profilo personale su Facebook vengono condivisi con questi siti partner, che offrono una navigazione personalizzata. Per eliminarla occorre andare sulle impostazioni di privacy e compiere una serie di passaggi.

Oggi Zuckerberg ha scritto una mail ad un influente blogger californiano, Robert Scoble, in cui il ventiseienne inventore di Facebook scrive: «So che abbiamo fatto un pacchetto di errori, ma la mia speranza dopo tutto questo è che il nostro servizio migliori, che la gente capisca che le nostre intenzioni erano buone e che noi reagiamo di fronte alle reazioni della gente per la quale lavoriamo».

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