House Ad
House Ad
 

Tecnologie Computing

Il computer che vince il quiz ora studia da supermedico

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2011 alle ore 06:41.


Alla fine ha vinto la macchina. Watson il supercomputer dell'Ibm ha battuto due campionissimi di Jeopardy!, il più popolare quiz americano. Per l'umanità trattasi di "cappotto", il cervellone dopo tre giorni di sfida è "uscito" dallo studio con un gruzzolo di 77mila dollari contro i 24mila di Ken Jennings e i 21mila di Rutter. Quattordici anni fa a uscire vincitore era stata sempre una macchina di Ibm, il famigerato DeepBlue che aveva prevalso su Gary Kasparov, considerato il migliore giocatore di scacchi vivente. Questa volta però la sfida ha un significato completamente diverso.
Rispondere a un domanda di un quiz comporta comprendere il linguaggio naturale, risolvere le ambiguità delle parole e ottenere l'informazione corretta. Mentre il cervello umano produce nel processo conoscitivo un gran numero di indici che vengono aggiornati con le nuove informazioni, la macchina deve essere istruita, per competere con noi deve usare la forza bruta, muoversi rapidamente tra una gran mole di dati e poi decidere se una informazione è affidabile o meno. In altre parole, mentre noi discerniamo tra le fonti, il computer ricorda tutti i dettagli ma ha difficoltà ad estrarre l'informazione richiesta. «Watson è meticoloso», spiega Roberto Sicconi direttore al centro di ricerca T.J. Watson dell'Ibm del programma DeepQA New Opportunities. «Processa ogni componente della frase all'interno dei testi che ha a disposizione per ottenere una serie di risposte che poi ordina con un criterio di probabilità». Per un computer è una operazione muscolare, che richiede tantissima potenza di calcolo.
Nel particolare, Watson ha usato 15 terabytes di memoria Ram, 2.880 processori core per una performance di 80mila miliardi di operazioni al secondo e consumi nell'ordine del kilowatt. Il cervello umano con una barretta di cioccolato produce 18 miliardi di miliardi di operazioni al secondo e consumi intorno a poche decine di Watt. Quindi pur restando incomparabilmente più efficienti, siamo stati un'altra volta sconfitti da una tecnologia. Eppure, la vittoria non era matematicamente certa. Anzi, a sentire i ricercatori di Ibm c'era un ampio margine di errore. I concorrenti, ha spiegato Sicconi, possono prendersi un rischio, premere in anticipo il pulsante scommettendo che la risposta "arriverà". La macchina invece non è capace di bluffare. Gli bastano pochi istanti per interrogare il suo ricchissimo database e scovare il nome di chi ha costruito la prima piramide ma non rischia. Inoltre non è capace di collegare informazioni molto distanti tra loro, non usa "scorciatoie" per arrivare alla risposta giusta. Mentre gli esseri umani classificano i propri ricordi con le emozioni, in un certo senso indicizzano la propria memoria con sensazioni, situazioni ed esperienze che si accumulano ogni istante, ogni ora, ogni giorno della vita, Watson non ha una "vita" a cui attingere ma solo database, potenza di calcolo e algoritmi. In altre parole, non possiede una visione del mondo. Ogni volta che si spegne riparte da capo.

L’articolo continua sotto

Tags Correlati: Gary Kasparov | Hardware | IBM | Roberto Sicconi | T.J. Watson

 

Eppure, ha vinto. Anche senza visioni del mondo e strutture emotive. Ora, come è avvenuto nel caso di DeepBlue, si lavora alle applicazioni. Perché – vincita a parte – queste tecnologie sono sviluppate per creare business. Tra i progetti quello più avanzato è una sorta di assistente medico capace di analizzare i database mondiali e sulla base dei sintomi del paziente fornire una rosa di possibili patologie. Una specie di Pico della Mirandola in camice bianco da affiancare al medico. Sta già accadendo nella Scuola di medicina del Maryland e alla Columbia University.
Con una missione: rispondere ai pazienti. In pochissimi secondi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da