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Questo articolo è stato pubblicato il 29 giugno 2011 alle ore 14:06.

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la Stazione Spaziale Internazionale, con attaccato lo Space Shuttle della missione STS134, fotografata dalla Soyuz russa in allontanamentola Stazione Spaziale Internazionale, con attaccato lo Space Shuttle della missione STS134, fotografata dalla Soyuz russa in allontanamento

Una mezz'ora di paura nello spazio ieri. Un piccolo sciame di detriti in orbita, la cosiddetta "spazzatura spaziale" , sembrava dovessero collidere con la Stazione Spaziale Internazionale, ISS, a oltre 300 chilometri dal suolo. Si trattava di piccoli pezzi di metallo, ma per questo quasi più pericolosi dei pezzi più grossi o dei satelliti "zombie" che sono lasciati in orbita attorno alla Terra senza più controllo. Infatti questi piccoli detriti sono stati avvistati all'ultimo momento e subito è scattato l'allarme. I sei astronauti attualmente nella Stazione sono stati fatti evacuare nella navicella russa Soyuz , in questo momento attaccata alla ISS e decisamente più solida della Stazione stessa.

I detriti sono passati a soli 243 metri dalla stazione, che ha dimensioni ben maggiori come si vede dall'immagine, e abbondantemente entro la zona di pericolo, uno spazio con la forma , diciamo, di una scatola per pizza di spessore 700 metri sotto e sopra la Stazione, e lunga 25 chilometri per lato.

Quello della spazzatura spaziale, al di là del nome non riuscitissimo, è un problema molto serio se pensiamo che un innocuo bullone, come quelli che abbiamo a casa, che viaggi nello spazio a migliaia di chilometri all'ora può danneggiare seriamente satelliti che costano centinaia di milioni o la Stazione Spaziale, che è costata finora, si stima, 100 miliardi di Euro. Per stavolta tutto bene.

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