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Questo articolo è stato pubblicato il 07 luglio 2011 alle ore 09:41.

Che grande comodità avere Internet sul cellulare. Ovunque si accede alla propria proiezione virtuale: social network, email, chat, video, foto, mappe e siti preferiti. Tutto a portata di mano dal fido telefonino, ma attenzione a non sottovalutare il traffico dati sviluppato. Già, meglio non dimenticare che ogni singola applicazione o risorsa on-line che si apre dal browser del cellulare, o attraverso un widget, produce un trasferimento di byte che vanno a impattare sulla bolletta telefonica. In modo diverso a seconda dei casi.
Dunque, come prima regola aurea, meglio non cimentarsi nella Mobile Internet, cioè nel Web in condizioni di mobilità con cellulari, smartphone e modem 3G, se prima non è stato sottoscritto un opportuno piano dati con il gestore. Questa è la "legge" generale che dovrebbe governare l'accesso al Web tramite i gestori mobili. Pagare a consumo, quindi in assenza di un forfait mensile, potrebbe risultare una sorta di harakiri per il conto telefonico: gli addebiti a bit oppure per periodo di tempo (ad esempio con scatti di 15 minuti) sono onerosi ed esauriscono velocemente il credito disponibile. Molto meglio verificare le offerte disponibili e investire qualche euro al mese ma sentirsi un po' più protetti. Quale scegliere? Questa è la domanda a cui siete chiamati a rispondere. La risposta varia a seconda delle esigenze. Per fare un calcolo vi consigliamo lo strumento di Vodafone disponibile all'indirizzo che attraverso alcuni cursori permette di avere un'idea del traffico mensile. Ribadiamo, si tratta di una misurazione indicativa, che dà la direzione in cui muoversi ma che non dovrebbe essere presa come oro colato. Cercate sempre di sottoscrivere una flat dati che sia superiore a quanto indicato dall'indicatore di Vodafone o alle esigenze che si pensa di avere. Anche perché, una volta che si prende gusto, navigare sul Web in mobilità è divertente. Però non ci si rende conto di quanto possa essere impegnativo per il network cellulare: non è un caso, infatti, che gli operatori si stiano attrezzando per potenziare la copertura e che l'esplosione del volume nel traffico dati, rispetto a quello voce, possa creare potenziali pericoli di congestione della rete.
Qualche numero può dare l'indicazione dell'impatto, così da modulare anche il forfait mensile di cui avete bisogno. Lo streaming video è impegnativo: un minuto di riproduzione su YouTube fagocita circa 2 megabyte. Quello audio è meno esoso ma comunque importante, dato che ascoltare la radio via Internet per una decina di minuti al giorno per un mese impatta per 200 MB sul piano dati; come misura di massima, l'audio occupa la banda per circa un quarto del traffico generato dai vie. Inviare una decina di immagini al giorno su social network, email e siti vari produce altrettanti 200 MB al mese, mentre la navigazione con mappe sul Web, come per esempio Google Maps Navigatore gratis e di serie su tutti gli Android, può comportare il download di 1 MB ogni minuto. Navigare sui siti impegna in modo differente la rete cellulare a seconda che si aprono pagine con molto testo o con numerosi elementi grafici e multimediali. Una decina di pagine al giorno vanno a sottrarre altri 200 MB (indicativamente) sul forfait mensile. Che però non è messo troppo alle strette da Facebook, posta elettronica (salvo non si ricevano e inviino allegati pesanti) e Twitter. Le app che si aggiornano on-line, come quelle finanziarie, del meteo o simili, producono pochi byte di traffico. Meglio evitare scaricamenti pesanti, come reti P2p, Torrent e software di questo tipo perché le reti cellulari non sono fatte per questo genere di applicazioni. Totale: con una flat mensile di 2 GB siete al minimo sindacale, ma per occuparla dovete davvero essere un power user dell'Internet in mobilità.
Basta poco, per esempio non avere wireless Lan a cui appoggarsi, oppure trasferire dati in quantià (immagini e video soprattutto). Si consideri, infatti, che concorrono al raggiungimento del limite non solo il download di dati, ma anche l'upload, cioè l'invio di file, richieste e quant'altro. Inoltre, ogni sistema operativo lascia un'impronta differente sulle reti cellulari. Nielsen ha provato a misurare quanto le piattaforme impegnano i network: Android è il sistema operativo per smartphone che consuma di più con 582 MB mensili, seguito dall'iOS, che Apple utilizzata su iPhone, iPod touch e iPad, con 492 MB mensili. Al terzo posto WebOS di HP con 448 MB al mese, mentre Microsoft Windows Phone 7 arriva quarto con 317 MB. Il meno esigente è BlackBerry OS, come più volte conclamato da Research in Motion, con soli 127 MB al mese di traffico dati. Come dire che a seconda del tipo di telefono bisogna tenere conto di fattori diversi che generano traffico, a causa dell'ecosistema di applicazioni che gravitano intorno alla piattaforma, dei servizi attivi e della necessità dell'Os stesso di sincronizzare in modo più o meno costante i dati con il Web. Ancora una volta, il consiglio è sottoscrivere un piano dati capace di superare le ipotesi, che tengano conto del peggiore dei casi; controllando bene anche come è strutturato il massimale. Cambia a seconda che sia un tetto da raggiungere nell'intero mese oppure se è stato suddiviso in sotto-segmenti per ogni settimana. In quest'ultimo caso, se per esempio sono disponibili 500 MB alla settimana, per un totale di 2 GB mensili, e capita in uno dei quattro scaglioni di produrre 510 MB, i 10 MB aggiuntivi possono essere fatturati a parte. Tutte situazioni che vanno evitate per non incorrere in addebiti addizionali. Soprattutto quando ci si trova all'estero, perché la batosta è dietro l'angolo. Fuori dall'Italia nel 90 per cento dei casi si paga a parte, non valgono gli abbonamenti e si arriva anche ad addebiti di 7 euro per megabyte: tanto. Gli operatori prevedono alcuni piani con una manciata di megabyte al giorno, giusto il necessario per controllare la posta elettronica e poco più. 3 Italia è un caso interessante perché con l'opzione "All'estero come a casa" si possono sfruttare gli abbonamenti nei paesi coperti dal gestore, ovvero Austria, Australia, Danimarca, Gran Bretagna, Hong Kong, Irlanda e Svezia. Sono alcuni esempi perché poi ogni operatore tratta la materia in modo diverso, sia per quanto riguarda il nostro Paese sia per il roaming. Per orientarsi esistono diversi siti che mettono a confronto le tariffe per fornire una visione sinottica al fine di indirizzare a colpo sicuro. Il più celebre è Sostariffe.it che offre una guida interattiva per trovare l'offerta giusta. Interessante anche Mobisave.it con gli operatori mobili virtuali e un funzionamento piuttosto intuitivo: si descrive l'esigenza e si ricevono indicazioni sui piani tariffari consigliati. Poi una volta che si è fatta la scelta, bisogna verificare che tutto proceda come previsto. Ovvero, è necessario verificare che il traffico dati sia effettivamente quello programmato. Ci sono una serie di strumenti che aiutano. Innanzitutto nelle informazioni d'uso del telefonino, di solito nel menu delle impostazioni o di configurazione, si trovano le statistiche sui dati inviati e ricevuti. Basta azzerare ogni mese questi indicatori per avere una valutazione di massima.
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