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Questo articolo è stato pubblicato il 20 luglio 2011 alle ore 19:26.

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L'ultima corvè degli Shuttle Nasa, quella di Atlantis nella missione Sts 135, sta per concludersi. Domani alle 11:56 ora italiana toccherà terra e quando sarà definitivamente fermo sulla pista di atterraggio sarà finita un'epoca iniziata nell'aprile di trent'anni fa il primo volo, STS 1.

L'interno dello Shuttle

Non è tempo di polemiche sul vero costo di quella che doveva essere un mezzo riutilizzabile capace di fare almeno 10 volte tanti voli ed essere super sicuro, mentre invece ha dato continuamente grattacapi per problemi di sicurezza e avuto due tragedie con perdite dell'equipaggio.

È il momento di festeggiare il fatto che la Stazione Spaziale internazionale, il più grande mezzo mai costruito dall'uomo per lo spazio, grande come due campi da calcio e costato complessivamente almeno - ma la stima è indicativa - 100 miliardi è finalmente terminato. E non è cosa da poco dato che ora gli astronauti potranno dedicarsi non più alla costruzione della Stazione in orbita, come fino ad ora ma ai lavori di sperimentazione ricerca e produzione per cui la Stazione è stata costruita. Questa almeno la promessa. L'ultimo compito lo ha svolto oggi, 20 luglio, lasciando in orbita un "picosatellite" della Difesa americana che hai il compito di provare dei nuovi pannelli solari. Con questo, l'ultimo ovviamente, sono 180 i carichi sganciati in volo dagli Shuttle. (immagine 9)

Ora per la Nasa si apre un periodo relativamente incerto, in cui gli astronauti americani dovranno andare sulla Stazione internazionale tramite l'affitto dell'assai primitiva ma sicura Vostok russa, aspettando la navetta che il presidente Obama ha richiesto agli imprenditori privati, che già quest'anno comunque dovrebbero essere in grado di mandarne una con soli materiali, ma senza uomini, fino alla Stazione spaziale. L'altro problema è che l'esplorazione dello spazio, in questi trent'anni di Shuttle si è praticamente contenuta nella all'impegnativa costruzione della Stazione Spaziale internazionale, che però sta 300 km dal suolo terrestre. Un nulla anche rispetto alla vicinissima Luna che dista grosso modo 1300 volte tanto.

Forse per festeggiare l'ultimo volo, forse per non far parlare e pensare troppo al proprio futuro, che peraltro sta affrontando in modo deciso, la Nasa ha abbondato in immagini molto belle di quest'ultimo volo, forse più seguito di tutti. Fin dalla partenza infatti oltre 1 milione di persone non hanno voluto perdere l'occasione di poter vedere l'ultimo decollo dell'ultimo Shuttle pochi giorni fa e sono arrivate stupende immagini sia della permanenza a bordo degli astronauti come del distacco della navetta. Rilasciato dalla Nasa per l'occasioneanche uno spettacolare filmato che riassume in 17 intensi ed emozionanti minuti il contributo della flotta di Shuttle alla costruzione della Stazione spaziale oltre a ricordare un paio di eroiche missioni di salvataggio, senza possibilità di recupero in caso di fallimento, del telescopio spaziale Hubble, che rappresenta ormai per tutti noi un occhio insostituibile sulle bellezze e misteri dell'Universo.

Bellissime le immagini, fra le altre, dell'astronauta Sandy Magnus (immagine 4) che guarda la Terra dalla famosa "cupola" della Stazione Spaziale, una costruzione eccezionale con otto oblò affidata all'Italia così come il modulo Raffaello uno dei tre per il trasporto da e per la Stazione, anch'essi affidati alla nostra Agenzia spaziale, ASI. Possiamo ora dirlo con un pizzico di orgoglio: il 50% della superficie abitabile della ISS è stato costruito proprio dal e nel nostro Paese da Thales Alenia Space e altri.

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