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Questo articolo è stato pubblicato il 24 agosto 2011 alle ore 20:29.

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La Stazione Spaziale InternazionaleLa Stazione Spaziale Internazionale

Il lancio di un cargo spaziale russo, il Progress 44,  che doveva portare ben tre tonnellate di viveri e parti di ricambio alla Stazione Spaziale Internazionale, ISS, è fallito e il cargo, pochi minuti dopo il decollo in testa al razzo vettore Soyuz, è ricaduto sulla Terra.  Nessun astronauta a bordo comunque e nessun problema immediato per quelli che stanno ora in orbita a 400 chilometri dal suolo nella ISS, dato che i rifornimenti sono fatti con uno schema a ridondanza.  Resta il fatto, grave, che ora che lo Shuttle Nasa è definitivamente fuori servizio per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale sono rimasti solo i 5 Cargo russi.

Agosto 2011 rimarrà comunque negli annali dell’ingegneria spaziale russa come un mese eccezionalmente sfortunato, o critico se si preferisce non credere alla (s)fortuna, dato che oggi, oltre a questa pessima notizia ne è stata data ufficialmente anche un'altra. L’Agenzia Spaziale Roscosmos ha infatti annunciato che  il satellite per telecomunicazioni  Express-AM4, di proprietà russa ma costruito con la Europea EADS Astrium, malamente lanciato la settimana scorsa da un razzo vettore Proton russo, veniva dato praticamente per defunto perché, oltre che completamente fuori orbita, risultava avere anche gravi problemi di comunicazione con il centro di controllo. Nessuna possibilità quindi di recuperarlo.

Non solo sfortuna o pessima figura comunque, ma anche un bel problema per i russi, impegnati in contratti per il trasporto in orbita di astronauti e satelliti di altri Stati o Agenzie. 

Stupisce in particolare la perdita di controllo del Cargo Progress 44, il cui numero di serie sta anche a significare che i precedenti 43 lanci sono stati perfetti.

Questo invece, partito alle 15 ora italiana, dopo 320 secondi di volo ha fatto tacere controllo telemetrico e comunicazioni. Pare che il terzo stadio si sia  spento troppo presto ed il cargo sia caduto, riporta l’Agenzia, nella Regione russa di Choisky, creando anche qualche paura ai cittadini di Altai: rumore tipo esplosione  e vetri rotti. Ora c’è preoccupazione perché il razzo Soyuz usato per i Cargo, un tipo U, è molto simile  a quello usato per portare alla Stazione gli astronauti, un Soyuz – FG. In particolare i due vettori hanno il terzo stadio, che è quello che ha fallito questa volta, molto simile. E il 22 settembre c’è il prossimo lancio con astronauti.

Al di là del fatto economico, sono comunque centinaia di milioni di euro, questo fallimento è il più grave di una catena che inizia nel 2010 con il fallimento di un altro lancio con un razzo Proton e la mancata messa in orbita di usa satellite per GLONASS, il sistema russo di posizionamento, gemello dello statunitense GPS. Non si contano i dirigenti, anche di alto grado, rimossi dall’Agenzia Spaziale russa, ma questo non sembra giovare ai risultati e getta la comunità internazionale nella preoccupazione.

Clamoroso flop dei russi, disastro nel lancio di un satellite (scomparso nello spazio)

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