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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2011 alle ore 17:37.

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L'accusa contro Groupon è di aver cambiato gli accordi commerciali con modifiche nei messaggi email: un'azienda di Chicago, BidMyCrib.com, punta il dito contro la vetrina su internet dove gli utenti acquistano in gruppo buoni promozionali (coupon). Il meccanismo è semplice: le persone ricevono ogni giorno sulla loro casella di posta elettronica la segnalazione di un'offerta, per esempio uno sconto al ristorante, e decidono se acquistarla.

Oppure comprano attraverso le pubblicità sui siti web. BidMyCrib.com è fra le attività commerciali che hanno partecipato al programma per lanciare coupon: sostiene, però, che il testo delle sue offerte è stato modificato in un secondo momento da Groupon. E punta a una class action. Non è l'unica nuvola all'orizzonte. In Gran Bretagna pochi giorni fa l'agenzia antitrust, The office of fair trading, ha annunciato un'indagine per violazione del codice sulla pubblicità: tra le accuse, gli annunci mostravano promozioni non disponibili e poca chiarezza alla voce "termini e condizioni". Secondo le previsioni l'inchiesta durerà circa sei mesi. Un primo risultato ottenuto dall'agenzia inglese per la tutela della concorrenza riguarda la chirurgia plastica: gli annunci non supereranno la durata di tre giorni durante la pubblicazione online.

Ma il centro commerciale degli sconti su internet deve affrontare altre sfide, a partire dagli Stati Uniti. Google e Amazon hanno varato le loro piattaforme per sconti e promozioni sul territorio. E in Estremo Oriente è un duello aperto con i cloni locali. Eppure in tre anni la sua ascesa è stata rapida a partire proprio da Chicago: la quotazione in borsa di Groupon lo scorso ottobre ha raccolto 700 milioni di dollari ed è stata finora la seconda per valore di una startup hitech negli Stati Uniti dopo il debutto di Google.

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