Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 14 dicembre 2011 alle ore 11:17.

My24
(Corbis)(Corbis)

La crisi impatta duramente sull'intera economia italiana, e il settore dell'Ict, fino a qualche anno fa felicemente "anticiclico", non fa eccezione. La tendenza si concretizza in una parola, che tanto fa arrabbiare analisti e sindacati: tagli.

Di risorse economiche e, in maniera significativa, di personale. Cosa quest'ultima che ancora una volta sconfessa i tanti proclami che a convegni e documenti aziendali si fanno sul cosiddetto "capitale umano": è l'asset più strategico, è fondamentale, è…Tagliabile, si direbbe, visti i numeri dell'Osservatorio Assintel sul mercato del lavoro Ict, reso pubblico oggi. In verità, le cose vanno un po' meglio rispetto all'anno scorso, dato che l'occupazione nel primo semestre del 2011 rallenta la caduta (-0,2%), in un contesto in cui il 71% delle imprese registra una crescita vicinissima allo zero.

Ma qui bisognerebbe capire se il rallentamento della caduta sia dovuto a una reale, seppur lieve, ripresa economica, o al fatto che in questi anni si sia arrivati a raschiare il fondo del barile. Più per necessità che per reale convinzione, la maggior parte dei dipendenti disoccupati va a ingrossare il popolo delle partite Iva (oramai il 25% del totale della forza lavoro presente sul mercato), e mentre calano gli occupati tradizionali, i lavoratori atipici conquistano, si fa per dire, una quota sempre più consistente (22%).

La frenata dell'economia si riflette sulle retribuzioni Ict. Stabili o lievemente in crescita nel 2010 per il 75% dei casi, ancor peggio nel primo semestre 2011: più 1% per l'impiegato medio, +0,3% per i quadri, -0,3% per i dirigenti, tutti ben al di sotto del tasso di inflazione. Gli stipendi medi delle figure Ict sono in genere inferiori (dal 5% all'8%) per chi lavora in aziende Ict rispetto a chi lavora in aziende di altri settori, mentre gli impiegati del nord hanno stipendi in media superiori del 18% rispetto a quelli di regioni meridionali e insulari. Tra quelli che guadagnano di più, il Key account manager, e, tra i dirigenti, il Direttore sistemi informativi.

Per quel che riguarda le tariffe professionali continua lo stillicidio iniziato oramai da un decennio (quando però, secondo molti, erano troppo gonfiate). Nel dettaglio, l'Osservatorio rileva come le tariffe medie nel 2011 abbiano ripreso una velocità di caduta del -2,2%: era -1,7% nel 2010, e il -8,1% nel 2009. A soffrire maggiormente quelle legate agli sviluppi applicativi (-3,9%). Ancora peggio vanno le cose nella PA, dove nel 2011 le tariffe minime calano ancora del 2,6%, confermando il differenziale rispetto al mercato: 310 euro/giorno contro 361, con punte di 150 euro/giorno per risorse impiegate in progetti di system integration.

Note dolenti per quel che riguarda gli investimenti in formazione: il 33% delle aziende del campione con meno di 50 addetti non ha piani di formazione strutturati, il focus (60% del totale) resta sull'area delle "hard skill".

Tra i giovani in cerca di lavoro, l'Ict gode ancora di grande favore. Le aspettative degli ingegneri neolaureati vanno maggiormente alla R&S, e ad aree più gestionali, come organizzazione e pianificazione, controllo di gestione. La laurea tecnica "paga" a livello retributivo, rispetto a chi non ce l'ha: dopo i primi due anni, in cui la retribuzione annua in media vale circa 23mila euro, si ha una crescita del +9,1%. Skill shortage per tre profili (business analyst, security engeneer, service manager), mentre più reperibili sono profili per la system integration e lo sviluppo software. Anche l'Ict non è un settore ospitale per le donne: ce ne sono poche ai livelli di comando (0,82% contro il 2,6% di uomini), ma sono maggioranza ai livelli impiegatizi (32,62% contro il 27,72%). Per le donne, più stage e contratti atipici, mentre per i maschi prevale la partita Iva. Un dato che dà il segno dell'arretratezza del nostro paese: il 34% delle aziende non prevede agevolazioni per rendere compatibile lavoro e vita familiare, percentuale che sale al 46% per le imprese con meno di 15 addetti.

Per finire, il suggerimento di Assintel è quello di puntare sulla valorizzazione delle competenze e del loro inquadramento entro standard riconosciuti dal mercato, in modo da avere una solida base di partenza su cui costruire un sistema di tariffe minime accettabile e congruente per l'intero ecosistema. Come dire, piuttosto che tagliare…

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi