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Questo articolo è stato pubblicato il 03 gennaio 2012 alle ore 21:31.
Da Bezos a Jobs: ecco i manager hi-tech più influenti per il 2011 e oltre. Nella foto il Ceo di Amazon, Jeff Bezos
Dieci nomi dieci. Molti di questi eccellenti e assai noti al grande pubblico, altri comunque importanti sebbene familiari ai soli addetti ai lavori. Sono i nomi dei top manager che, secondo la classifica elaborata dal sito americano Tom's Hardware, hanno più di tutti gli altri inciso sulle dinamiche e le tendenze del mondo dell'information technology e di Internet. Figure la cui "vision" e le cui scelte strategiche hanno segnato e segneranno il futuro delle compagnie per cui lavorano e del segmento di mercato in cui queste operano. Trattandosi di scelte soggettive, si può essere più o meno d'accordo con chi li ha eletti a personaggi maggiormente influenti in campo tecnologico. Di sicuro le loro azioni avranno ripercussioni su quanto succederà in campo hi-tech anche nel 2012.
Al decimo posto troviamo quindi Jeffrey Jaffe, numero uno del W3C, il World Wide Web Consortium, l'organismo che ha la responsabilità di definire gli standard della Rete. L'Html 5 è uno di questi e questa tecnologia assumerà un ruolo centrale già nel 2012, anche se la sua approvazione finale non è prevista prima del 2013. Le decisioni di Jaffe avranno quindi un peso determinante per delineare la "struttura" futura della Rete, ivi compresa la non certo facile transizione dal mondo delle applicazioni desktop tradizionali a quelle Web based fruibili da device mobili.
A Virginia Rometty, neo Ceo di Ibm, spetta invece il compito di proseguire il mutamento di pelle del colosso di Armonk iniziato da Sam Palmisano, che negli ultimi anni ha saputo dare alla compagnia quel cambio di passo e quella flessibilità operativa che nessun altra big dell'It (a cominciare da Hp) ha saputo mostrare. Focalizzandosi sul software e sui servizi (soluzioni cloud naturalmente incluse) e innovando a tutto campo, come nei supercomputer, ambito nel quale Ibm è la prima azienda ad aver delineato gli sviluppi nell'ambito dei sistemi da 100 Petaflops.
Se di Burt Rutan, fondatore di Scaled Composites e ideatore (nel 2004) del progetto della prima nave spaziale commerciale SpaceShipOne, pochi conoscono le intenzioni (quelle di costruire velivoli che si lanceranno nello spazio direttamente da enormi aerei), gli obiettivi di Jeff Bezos, Ceo di Amazon, sono abbastanza noti. L'azienda cui fa capo il più grande sito di e-commerce al mondo è stato di fatto l'unica a portare sul mercato una concreta ed apprezzata (dai consumatori) all'iPad di Apple. Il Kindle Fire, tablet a piattaforma Android concepito ad hoc per sfruttare i contenuti digitali disponibili nello Store di Amazon, non sarà il prodotto perfetto ma sembra avere i requisiti giusti per dominare il mercato delle tavolette "low cost".
Per chi non la conoscesse, Zynga è una delle aziende che nel 2012 dovrebbe seguire la strada, intrapresa da LinkedIn e altri social network, che porta allo sbarco in Borsa. Nata con i giochi per Facebook, in pochi anni ha reso miliardari chi – come l'attuale Ceo Marc Jonathan Pincus, l'ha fondata praticamente dal nulla. Oggi conta oltre 220 milioni di utenti attivi, e supera di gran lunga i tradizionali editori di videogiochi, e cioè colossi come Electronic Arts. Al momento della quotazione, il suo valore di mercato è stimato poter arrivare subito fra i 15 e i 20 miliardi di dollari.
Parlando di Google, il pensiero di molti vola subito al motore di ricerca, ai tanti servizi online offerti dalla compagnia di Mountain View o al sistema operativo Android. E a Chrome? Il browser di Big G, alla cui guida in veste di Vice President c'è Sundar Pichai, è forse la più significativa delle scommesse vinte dalla società californiana: ha raggiunto (e superato secondo alcune rilevazioni) Firefox nelle preferenze degli utenti e nel 2012 potrebbe prendere il posto di Internet Explorer in qualità di programma di navigazione più utilizzato al mondo. Quello a cui legare il business potenzialmente immenso della pubblicità online. E nei prossimi dodici mesi la sfida che impegnerà Pichai è già scritta: issare Chrome OS al rango di degno competitor di Windows nei pc.
Poteva mancare in questa lista colui che la rivista Time elesse nel 2010 uomo dell'anno, e cioè Marck Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook? Certo che no, e questo perché – nonostante i ritmi di crescita siano in regresso – il social network creato dall'ex studente di Harvard ha comunque superato gli 800 milioni di iscritti e potrebbe raggiungere il miliardo entro la fine del 2012, genera un traffico di oltre un trilione di pagine viste e ricavi per quattro miliardi di dollari.
Zuckerberg fondò l'azienda meno di otto anni fa (oggi possiede il 24% delle azioni), il suo patrimonio netto è salito a 17,5 miliardi di dollari ed è pronto a portare la sua creatura sui listini azionari per quella che si annuncia come una delle più corpose Ipo della storia hi-tech. L'impatto che Facebook sta esercitando oggi sulle abitudini relazionali delle persone e sulle logiche evolutive dell'industria tecnologica è, secondo vari addetti ai lavori, superiore a quello di qualsiasi altra tech company.
Di Steve Jobs si è già detto, scritto e letto di tutto. L'ex Ceo di Apple, deceduto lo scorso ottobre, ha lasciato il segno negli ultimi quattro anni edificando mattone dopo mattone quell'ecosistema fatto di user experience, apps e dispositivi che hanno issato la società della Mela sul tetto del mondo quanto a valore di capitalizzazione in Borsa. Pare che Jobs abbia lasciato in eredità a Cupertino progetti e road map di prodotto per almeno i prossimi tre anni.
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