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Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2012 alle ore 16:26.

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Innalzare, di colpo, l'efficienza energetica delle abitazioni in tutta Europa. Che abbiano o meno isolamento termico, pannelli radianti o normali termosifoni. L'obiettivo? Passare, dal 2015 in avanti, dalle caldaie (anche quelle più avanzate, a condensazione) alle pompe di calore a assorbimento, in cui si ottiene calore per il 70% tramite il gas e per il 30% sottraendolo all'aria esterna, tramite un circuito di espansione e condensazione di una miscela acqua-ammoniaca. Risultato finale: una macchina che arriva a produrre caldo al 140% di efficienza, sull'energia primaria immessa, contro l'80-90% delle migliori caldaie a semplice combustione.

Questa, nella sostanza, è la sfida di Heat4u, il progetto europeo (10 milioni di euro per quattro anni sul Settimo programma quadro) che mira al 2015 a realizzare una linea di pompe di calore ad assorbimento adatte (e alla portata) del gigantesco mercato residenziale europeo. Capofila la Robur di Bergamo, leader mondiale su questa tecnologia, ma insieme altri 14 nomi di vaglia. Dal Fraunhofer Institute all'Enea e al Politecnico di Milano. Dalla Bosch ed Eo.n a Gaz de France-Suez, British Gas e Pininfarina. E poi D'Appollonia e la Flowair polacca. «Stiamo mettendo assieme un team dei 25 migliori tecnologi europei in questo campo – spiega Luigi Tischer, direttore per lo sviluppo strategico alla Robur – per arrivare entro quattro anni con dei prodotti a reale misura di mercato».

Molta strada è già stata fatta. Le pompe di calore ad assorbimento della Robur, il cui cammino è iniziato nel 1999 con un progetto di ricerca avviato in Usa con il Dipartimento dell'Energia (Doe), già nel 2004 cominciavano la loro traiettoria industriale. «A oggi ne abbiamo installate seimila, in prevalenza in istallazioni commerciali – spiega Benito Guerra, presidente dell'azienda bergamasca – e usano per oltre un terzo energia rinnovabile, risparmiando circa 9600 tonnellate equivalenti di petrolio».

Fino ai building commerciali o pubblici i vantaggi sono provati. Ma le pompe di calore (in generale e quelle ad assorbimento) a fronte dei loro evidenti vantaggi energetici e ambientali hanno ancora alcuni handicap: il loro costo iniziale confrontato alle semplici caldaie di condominio, dimensioni, facilità di installazione, rumorosità.
Di qui Heat4u. «Lavoreremo su tutti questi parametri – spiega Marco Guerra, il fisico che ha realizzato in Usa i primi prototipi dei sistemi Robur – fino ad arrivare a prototipi realmente confrontabili con le caldaie di riscaldamento attuali, in grado di essere installate negli stessi spazi, a forti economie di scala in produzione, costi contenuti, lungo ciclo di vita e bassa rumorosità».

Guerra indica anche le frontiere di ricerca ancora poco esplorate sui cicli termodinamici ad assorbimento (i primi brevetti su questi portano la firma di Einstein). «Abbiamo già raggiunto un'efficienza del 160% sull'energia primaria immessa ma un potenziale aumento al 190% è più che realizzabile con una progettazione avanzata del ciclo, con diverse nuove teorie sviluppate ma mai né simulate né provate in laboratorio. Solo pochi centri di ricerca, infatti, stanno studiando questa tecnologia. Che cosa succederebbe se gli sforzi aumentassero almeno a una piccola frazione di quelli dedicati oggi a campi come le caldaie?».
E l'avvento delle pompe di calore diffuse quanti posti di lavoro qualificati, sia in ricerca che in produzione e istallazione, potrebbero generare?
In gioco, infatti, c'è il 30-40% in meno del costo energetico (e delle emissioni) per il riscaldamento domestico in Europa. Una delle maggiori sfide di ricerca e industriali degli ultimi anni.

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