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Questo articolo è stato pubblicato il 27 marzo 2012 alle ore 20:24.

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Agli inizi Facebook era l'idea di un gruppo di studenti all'università di Harvard: inizia in un campus con un costo di circa sessanta euro. Presto arriva in altri atenei. E poi supera i confini nazionali. Mark Zuckerberg era uno dei fondatori e credeva in un'integrazione con la musica. Ma saranno le fotografie condivise in massa dagli studenti a fare la differenza. Era l'onda lunga dei social network. Dall'intuizione di Claudio Cecchetto, fondatore di radio Deejay, arriva Faceskin. Parte da una rete internet diversa rispetto a dieci anni fa, dove i gruppi sociali online sono ormai diffusi. E cambia marcia.

Le guide iniziali per cercare un percorso su internet sono Jovanotti, Fiorello, Max Pezzali, Linus: hanno condiviso la loro lista di siti web che, insieme, diventano un itinerario. Sono organizzati in weblist da sfogliare, come un album fotografico. Inoltre ogni iscritto può organizzare la sua raccolta su argomenti da condividere con gli altri. Diventano i primi passi per la "social search": sono le persone a scandagliare il web, segnalare le strade da seguire e archiviare i percorsi in una biblioteca comune. Faceskin è ancora in una fase ad accesso limitato (beta) con poco più di 15mila utenti registrati. Che al momento dell'iscrizione possono scegliere almeno sei temi e vedere quali sono i profili con interessi simili. Con l'alchimia di Facebook ha in comune anche il laboratorio di partenza: prevede di iniziare la collaborazione con un ateneo. "Può diventare un plus significativo", osserva Giovanni Puglisi, rettore dello Iulm di Milano. È un'iniziativa che verrà elaborata nei prossimi mesi.

Saranno i "newsjockey" a costruire una loro raccolta di informazioni su un argomento, come un giornale personalizzato: avranno il compito di scandagliare il web e racchiudere la loro competenza nella ricerca di notizie. Non una formula matematica, ma l'intuizione e l'esperienza delle persone. Diventa un'area per scoprire talenti: "Vogliamo trovare nuovi personaggi che siano guide di internet", spiega Cecchetto. È la frontiera della curatela (o curation, in lingua inglese) che abilita la ricostruzione di percorsi narrativi. Alla bacheca di Memoringtimes potranno contribuire due persone per nazione. E prevede il lancio di una webapp. A finanziare i primi passi è Cecchetto. "Credo in una virtual company con un gruppo di lavoro sul territorio", ricorda il fondatore di radio Deejay.

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