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Questo articolo è stato pubblicato il 13 aprile 2012 alle ore 18:10.

L'idillio tra avvocati d'affari e tecnologia si é interrotto. Blackberry sempre accesi, Ipad e computer portatili che permettono di lavorare durante i viaggi di lavoro potrebbero infatti ridurre la produttivitá dei professionisti.
È quanto emerge da un sondaggio appena realizzato dalla rivista inglese Legalweek, che rivela che circa il 90% dei soci degli studi d'affari intervistati soffre di "information overload".
Troppe informazioni e comunicazione troppo veloce che ridurrebbero la loro efficienza nel seguire i clienti e nel gestire il dipartimento.
L'85% degli intervistati ha infatti ammesso che la gestione del flusso di informzioni in una tipica giornata lavorativa presenta una sfida, difficile da vincere per il 53% del totale.
A fronte dell'evoluzione tecnologica da parte della categoria professionale, non stupisce che il 93% degli intervistati dichiari di gestire un flusso di dati superiore rispetto a 10 anni fa. Eppure, continuano i soci, le law firm non starebbero facendo nulla per "proteggere" i professionisti da questa valanga informativa.
Grazie a email, comunicazione instantanea via chat e perché no, Twitter e social media infatti, i clienti sono oggi in grado di aggirare lo scudo rappresentato in passato da segretarie e assistenti personali. Lavorare in uno studio con sedi internazionali non migliora la situazione. Alcuni soci lamentano infatti l'abitudine sempre più marcata di copiare colleghi e clienti nelle email, seppellendo le informazioni più rilevanti in una flusso costante di comunicazioni.
Il peggioramento della produttivitá causata da questo fenomeno é stato lamentato dal 34% degli intervistati. Anche quando non intacca la produttivitá, il sovraccarico di comunicazione ha aumentato il livello di stress in studio per il 59% dei soci, rendendo più complessa la delega dell'attivitá ai membri più giovani del team.
Qualche ottimista resta. Alcuni soci coinvolti nel sondaggio notano come la comunicazione mobile renda più veloci alcuni "rituali" della professione, tra cui l'attesa di un fax in studio di notte per una semplice firma. Non manca l'encomio della flessibilitá della tecnologia, con gli avvocati più liberi di lasciare la scrivania in quanto in grado di seguire i casi anche in viaggio.
Guardando al futuro, un quarto degli intervistati parla delle sempre più elevate aspettative dei clienti, che pretendono che l'avvocato risponda subito e con cognizione a ogni sollecito. Tra le altre sfide, quella della burocrazia: «Troppe email intasano la casella ogni giorno, e la colpa é dei colleghi e non solo dei clienti. A volte, non ho bisogno di sapere se un collega in un altro ufficio ha perso la sua tazza preferita», ha dichiarato il socio di uno studio internazionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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