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Questo articolo è stato pubblicato il 15 aprile 2012 alle ore 08:25.
Avanti i Led, la lampadina è morta. Con questo adagio i giganti della luce - come Philips, Ge, Toshiba e Osram - si giocano la competizione sui mercati mondiali. Alla fiera internazionale Light&Building di Francoforte che si apre oggi, i big cercano di convincere rivenditori, progettisti e consumatori che le lampadine tradizionali, anche quelle a fluorescenza ad alta efficienza energetica, sono davvero estinte o vicine all'estinzione.
I led sono senza dubbio il futuro dell'illuminazione perché resistenti e con un'efficienza energetica impareggiabile rispetto alle altre soluzioni, ma attualmente hanno un costo elevato e un'emissione luminosa non del tutto all'altezza delle esigenze funzionali. Di mese in mese le innovazioni portano nuove opportunità soprattutto perché finalmente il led assume la forma della lampadina classica, grazie a Philips, avvitabile con una luce calda e bianca e un consumo inferiore del 90% a quello delle fonti tradizionali. Philips punta sull'automazione grazie anche alla collaborazione con Somfy, specialista francese dell'automazione delle finestre; con una gestione intelligente dei led che subentrano alla luce naturale e con sistemi innovativi che consentono di regolare intensità, colore, brillantezza e calore, si ottiene un confort visivo prima impossibile. «Ge Lighting ha inventato i led nel lontano 1960. La tecnologia del diodo è cresciuta andando a intercettare l'industria dell'illuminazione - ha dichiarato a Nòva Nino Piredda, amministratore delegato di Ge Italia - e a Francoforte presentiamo una novità mondiale, una tecnologia in guida d'onda con microlenti trasparenti, annegate all'interno di polimeri plastici di soli quattro millimetri di spessore che portano l'efficienza energetica sino al 75% e consente di disporre di grandi flussi luminosi, mantenendo questo requisito con una qualità e un'intensità luminose straordinarie». È ora possibile sostituire sia nei punti vendita che in casa le lampadine alogene che tendono a scaldarsi e scaldare, con elevati consumi e una durata limitata. Ma ciò che rende questa soluzione originale è che il progettista dispone di onde di luce "liquida", di lame luminose, flessibili e gestibili, miniaturizzate, che non producono calore e di conseguenza possono anche essere "annegate" nei materiali, nel vetro o nelle piastrelle, nei rivestimenti e nei pavimenti. «La guida d'onda è trasparente, i Led possono diventare segnali luminosi, guide di percorsi - aggiunge Piredda - e un ruolo decisivo per la diffusione di questa nostra proposta l'avrà il design. Si tratta di una tecnologia costosa ma stiamo studiando pacchetti finanziari per i grandi utilizzatori, per accelerare la sostituzione delle vecchie lampade».
In questa gara verso i led e verso gli oled, dove un progetto europeo guidato da Philips è all'avanguardia, gioca un ruolo fondamentale la necessità di ridurre la bolletta energetica europea in modo drastico. Ma i progetti europei hanno una sostanziale differenza rispetto ad altri: la tecnologia deve tener conto del comfort, non genericamente, ma con la finalità di creare emozioni, aiutare a lavorare, studiare, conversare e vivere in modo migliore.
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La guida d'onda. Ge ha inserito la nuova tecnologia dei led, la lumination led, in tre soluzioni, che consentono di illuminare sia grandi sia piccoli spazi. La trasparenza della superficie luminosa grazie alla guida d'onda si diffonde in modo omogeneo, eliminando gli abbagliamenti fastidiosi o i contrasti eccessivi che affaticano l'occhio. Si tratta di pannelli con formati 60x60 e 30x120 che con solo 50 watt hanno un'emissione luminosa pari a 3.700 lumen ma con un risparmio energetico notevole, pur avendo una grande superficie illuminante. È così possibile creare anche all'interno gli effetti di luce architetturale sinora realizzabili solo in esterno e con fonti ad alto consumo.
Luce da archistar. François Seguineau, vice-presidente Toshiba Lighting presenterà a Francoforte l'esempio più suggestivo dell'illuminazione architetturale a led, quella dell'esterno del Louvre e della Pyramide; frutto di una donazione di Toshiba, ha effetti spettacolari e cangianti e genera un risparmio del 75% dei consumi e della manutenzione che per gli edifici pubblici è la voce più costosa.Questa ricerca dell'efficienza - ha annunciato - porterà nel 2014 alla luce Oled, sottilissimi impalpabili “fogli” luminosi, curvabili, che potranno creare intere pareti di luce cangianti, regolabili nei colori e nelle composizioni.
Evidenziati i dettagli. Una delle aziende che applica con maggior rigore le tecnologie a led è l'austriaca Zumtobel, che in un recente impianto di illuminazione a Roma, per il palazzo Massimo, ha studiato specialissime soluzioni per evidenziare la plasticità materica dei marmi e delle pietre dell'edificio e delle sculture.
Con i led è stato possibile farlo (a costi di esercizio molto bassi), senza inserimenti invasivi (i led sono miniaturizzati) e senza produrre calore: importante quando occorre avere una luce forte sui dettagli senza surriscaldare la superficie. I led inoltre hanno creato pattern di delicato grigio per esaltare materiali e forme.
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