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Questo articolo è stato pubblicato il 23 aprile 2012 alle ore 15:31.

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L'uso prolungato e ripetitivo di Wii, Playstation e Xbox richiede grandi quantità di energia elettrica. Affermazione non certo nuova ma per quanto riguarda gli Stati Uniti, dove l'incidenza delle console per videogiochi sul totale dei consumi residenziali - che assorbono il 37% dell'intero fabbisogno di energia del Paese e sono responsabili del 17,2% delle emissioni di gas sera a stelle e strisce - è arrivata nel 2010 all'1%, nasconde un problema serio.

La quantità di corrente destinata ad allietare le sfide in punta di joystick o attraverso i rivoluzionari sensori di movimento è infatti cresciuta del 50% nell'arco di tre anni, passando dagli 11 Twh (Terawatt ora) del 2007 ai 16 Twh. Ed è solo la punta dell'iceberg del problema. Stando infatti a uno studio della Carnegie Mellon University che ha messo a nudo l'impatto energetico dei gadget di Nintendo, Sony e Microsoft, ben il 68% dei consumi delle console si è concretizzato mentre queste erano in modalità "idle", ovvero inattive. Ma non spente.

E per avere un'idea di quale siano state le conseguenze di questa all'apparente poco significativa imprudenza per le tasche degli americani basta fare riferimento a due cifre: 10,8 TWh la quantità di corrente utilizzata e circa 1,24 miliardi dollari i relativi costi addebitati in bolletta.
Spegnere del tutto la console quando la sessione di gioco è terminata diventa quindi molto di più di una sana raccomandazione per ridurre le emissioni nocive e tutelare l'ambiente. Occorre, secondo gli autori dello studio, ridurre a monte lo spreco di energia affidandosi non alla buona "educazione" dei consumatori ma alle tecnologie. Integrando negli apparati un sistema per abbattere i consumi soprattutto quando la console è inattiva potrebbe impattare sui consumi di energia elettrica nella misura del 75%, il che significherebbe oltre un miliardo di dollari l'anno di risparmi sulle bollette elettriche.

Cosa stanno facendo i costruttori in tal senso? Ancora pochino ma qualcosa si è già fatto e altri provvedimenti in questo senso dovrebbero vedersi a breve. Microsoft, per esempio, ha incluso nella Xbox 360 una funzione di standby che entra in azione quando la console è inattiva per più di un'ora e non la si è spenta del tutto. La PlayStation 3, invece, dovrebbe presto aggiornare il proprio software per rendere automatica una funzionalità di power-management oggi già presente a bordo della console ma disabilitata di default e abilitabile manualmente tramite il pannello di configurazione delle opzioni della console stessa. Operazione che non tutti sono in grado di fare, e tale incompetenza, come dimostra lo studio di cui sopra, si paga in bolletta.

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