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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2012 alle ore 16:45.

La rotta non sarà la stessa di Magellano, ma la circumnavigazione della Terra li spingerà ugualmente verso nuove terre: dieci startup salperanno dal molo di San Diego il 9 gennaio 2013 con una nave che li condurrà a realizzare la propria grande innovazione.
L'idea arriva da Daniel Epstein, fondatore dell'Unreasonable Institute e da George Kembel direttore della Scuola di design di Stanford, che si sono chiesti: come si possono diffondere nel mondo soluzioni tecnologiche che abbiano impatto forte sulla vita di almeno un milione di persone? Niente di meglio che far lavorare assieme gli innovatori per cento giorni e portarli a conoscere i luoghi e le persone che possono apprezzare e acquistare il frutto del loro lavoro. Così è nato il programma di accelerazione Unreasonable at Sea, che vuole dare risposte a problemi ambientali e sociali e, allo stesso tempo, sviluppare a livello internazionale le startup tecnologiche.
La scelta della nave non è solo una metafora ma il frutto di un'esperienza: il giovane Epstein, il fondatore dell'istituto di "irragionevoli" del Colorado, ha partecipato nel 2007 a Semester at Sea, un programma di studio che da 1963 ha portato in giro per il mondo oltre 50mila studenti di 1.500 università.
Le dieci startup sono in via di selezione in oltre cento paesi e sono attese almeno 300 candidature. «A differenza dei più tradizionali programmi di incubazione che si svolgono in laboratori e durano anni, Unreasonable at Sea si differenzia per il periodo limitato e le competenze immateriali, "software", a partire dalla qualità dei mentor» spiega Davide Agazzi, partnership manager di Makeacube, l'incubatore di Avanzi, società che raccoglie le candidature per l'Italia (il termine finale è il 20 maggio, il riferimento è www.avanzi.org)
A bordo della nave Mv Explorer, una delle più veloci al mondo, i team di innovatori vivranno, lavoreranno e viaggeranno assieme. E, in un contesto molto creativo, metteranno a fuoco al meglio le idee di impresa, ne verificheranno la sostenibilità economica e riceveranno suggerimenti e contributi dagli altri team, dai tutor e dai mentor, scelti tra manager, investitori e imprenditori di successo da Megan Smith di Google a Cathy Rodgers di Ibm, da Pascal Finette di Mozilla a Hunter Lovins, nominata Hero of the Planet da «Time Magazine».
Durante le 14 tappe a terra, le dieci startup esploreranno le economie locali, sostanzialmente i mercati di sbocco. Considerando che le innovazioni devono avere un impatto sulla vita di almeno un milione di persone molti saranno rivolti ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo, dalla fame alla carenza di acqua potabile. Per questo saranno fruttuosi gli incontri con i governi locali, le fondazioni, i venture capitalist e gli imprenditori seriali. Allo stesso modo per le startup di paesi emergenti sarà un'opportunità conoscere grandi finanziatori americani e europei, ancora timidi nei paesi d'origine. Otto delle 14 tappe previste saranno in Asia, quattro in Africa, e il viaggio si concluderà in Europa, a Barcellona il 25 aprile 2013.
I criteri di selezione sono restrittivi. Unreanable at sea è rivolto a società che usano la tecnologia per risolvere un grande problema ambientale e sociale, dalla telemedicina al mobile banking, dalle tecnologie verdi all'alfabetizzazione digitale. Inoltre l'impresa deve essere professionale (minimo 40 ore di lavoro la settimana), con almeno due persone nel team e deve essere una realtà for profit, con un prototipo già realizzato o un programma pilota completato.
Unreasonable Institute, che si avvale del sostegno di imprese private e investitori, coprirà costi per 120mila dollari per ciascun team, in cambio di una quota tra il 4 e l'8% nella compagine societaria delle startup.
Il video di presentazione della nave-incubatore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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