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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2012 alle ore 16:45.

C'è una tendenza in atto nell'universo della tecnologia digitale: una tendenza che viene da lontano e che ha indirizzato il mercato degli ultimi anni verso device sempre più portatili, dai notebook fino agli smartphone e i tablet. Apparecchi leggeri e facilmente trasportabili che permettono di avere con sé il proprio mondo digitale fatto di rete, social network, documenti... device per lavorare e comunicare, ma anche per guardare film, leggere libri, sfogliare (digitalmente) giornali e così via.
Lo step successivo è rappresentato dalla notizia che Google sta sviluppando degli occhiali che incorporano le funzioni degli smartphone (utilizzo della rete, mappe, foto, video, telefonia etc.) e che inoltre permettono un accesso diretto alle funzioni della realtà aumentata. Il Project Glass di Google sviluppa l'idea di portable computing fino a farlo diventare wearable, device da indossare. Wearable significa avere davvero sempre con sé comunicazione e informazione senza alcun peso, semplicemente indossando il computer. Se poi pensiamo che sono già realtà gli impianti sottocutanei di microchip in grado di dialogare con diversi apparecchi, o che in ambito medico si lavora da anni su innesti di chip nel corpo umano e, inoltre, che persino un colosso come Intel sta lavorando su interfacce neuronali uomo-macchina, è facile rendersi conto che il margine tra realtà e fantascienza è sempre più ridotto.
E non è certo fantascienza il progetto delle lenti a contatto per la realtà aumentata iOptik della società americana Innovega che segna un passo ulteriore in questa tendenza a incorporare il computer. Per Steve Willey, Ceo di Innovega, i normali device portatili hanno schermi troppo piccoli per leggere e per divertirsi, l'idea è offrire uno spazio visivo vasto quasi quanto il campo dell'occhio umano per i contenuti digitali, e la soluzione è proprio quella delle lenti a contatto. iOptik è un sistema composto da un Hud (heads-up display), un piccolo schermo posto davanti all'occhio occupando una porzione di spazio visivo, e da lenti a contatto. Questo sistema permette all'occhio umano di focalizzare allo stesso tempo sia il primo piano che lo sfondo, realizzando così una visione doppia con la suddivisione dello spazio visivo in due campi perfettamente a fuoco.
Innovega sta sviluppando questa tecnologia in ambito militare ma conta di immetterla sul mercato per il 2014 e ha già ben chiari i campi di applicazione. Prima di tutto il cinema 3D stereoscopico: le lenti, infatti, possono essere polarizzate e quindi possono visualizzare un film stereo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e con una nitidezza impressionante data soprattutto dall'estrema vicinanza dell'immagine. Allo stesso tempo sono interessati anche ai videogame: in questo caso si tratta di portare l'esperienza del gaming nella vita quotidiana. E infine la realtà aumentata: il sistema iOptik mira infatti non solo a prevedere due campi visivi perfettamente a fuoco, ma anche alla loro ibridazione attraverso infografiche geolocalizzate che vanno a sovrapporsi in tempo reale allo spazio visivo reale. L'idea espressa da Willey è quella di accedere ai contenuti mediali e allo stesso tempo rimanere pienamente coinvolti nel mondo reale. Il punto è che iOptik promette un accesso "facile" alla tecnologia che, di contro, tende a divenire "pervasiva" come non lo era mai stata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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