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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2012 alle ore 16:50.

Uno dei motivi dell'interesse (e del successo) dell'iPad e dei tablet in generale sta nel touchscreen: poter dialogare con il dispostivo in punta di dito è un'esperienza unica. E irripetibile sulla maggior parte dei notebook, tanto che questa interfaccia rende le tavolette molto più "personal" di molti computer. Con il tocco si crea una intimità superiore e si segue un metodo più intuitivo, naturale ed efficace per spostare elementi, selezionare voci e gestire applicazioni. Il touchscreen si rivela nella maggior parte dei casi anche un valido strumento di scrittura.
Diciamolo subito: la tastiera virtuale dell'iPad è superiore alla media di quelle che si trovano sui tablet con Android. Fatta eccezione per alcuni casi, come i Galaxy Tab di Samsung, i modelli di Motorola e pochi altri, la Qwerty disponibile sul sistema operativo di Google non permette la digitazione a due mani perché ha tasti troppo piccoli. Non solo: Android si trova in abbinamento a display da 7 pollici, che garantisce un buon compromesso tra ingombro e visuale; ma per scrivere bisogna utilizzare i pollici come con lo smartphone. Ecco perché l'iPad e i tablet con schermo da 10" permettono una scrittura più simile a un portatile; sempre che si accetti un periodo di addestramento piuttosto lungo, perché bisogna abituarsi a digitare a più dita sul touchscreen, in assenza della sensazione fisica del tasto.
Per parificare velocità ed ergonomia con i pc è necessario ricorrere a una tastiera fisica esterna, per lo più connessa al tablet via Bluetooth. È la soluzione consigliata a chi non vuole investire tempo a prendere confidenza con i tasti virtuali, oppure per chi ha bisogno di scrivere parecchio. Comodità ed ergonomia di digitazione rinunciando a un po' di praticità. Bisogna infatti ricordarsi di tenere la tastiera esterna in borsa, aumentando così l'ingombro complessivo del tablet (che diventa paragonabile a quello di un netbook o di un ultraportatile). Inoltre il Bluetooth determina una riduzione dell'autonomia della tavoletta e obbliga ad avere le pile di riserva.
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