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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2012 alle ore 18:37.
L'ultima modifica è del 13 maggio 2012 alle ore 18:29.

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Stupisce. Ma sarà ancora in tempo per convincere? Nòva24 ha potuto testare la versione preliminare di BB10, il futuro del sistema operativo di Rim per i BlackBerry del futuro (la maggioranza dei quali probabilmente senza tastiera) e i tablet dell'azienda canadese, durante la conferenza per gli sviluppatori BlackBerry World che si è tenuta questa settimana a Orlando in Florida. Il giudizio è positivo: Rim ha speso molte energie per superare i suoi limiti e proporre un'interfaccia e un motore potenti e innovativi. Ma potrebbe essere tardi per riguadagnare le quote di mercato perse (-21% in 3 mesi).

Una precisazione su cos'è BB10, basato sul solidissimo sistema operativo Qnx già adoperato da Rim nei suoi tablet PlayBook. I telefoni già in commercio non saranno aggiornabili a BB10 (ma verranno manutenuti e sempre sicuri). Il discorso cambia per il PlayBook: è stato aggiornato dalla prima (pessima) versione all'attuale 2.0 e supporterà BB10. Seguiranno anche nuovi modelli di PlayBook: a breve un Wi-fi+3G identico all'attuale e più avanti il modello 4G.

I telefoni BlackBerry che useranno BB10 saranno diversi dagli attuali e dal modello Dev Alpha distribuito agli sviluppatori durante la conferenza. È un prototipo incompleto che serve a lavorare sui software attesi per il lancio a fine anno. L'interfaccia di BB10, mostrata dal nuovo Ceo, il tedesco Thorsten Heins, che abbiamo provato è solida e interessante. Al centro l'idea di "flusso", che permette di scorrere sovrapponendo orizzontalmente le applicazioni come carte di un mazzo, senza chiudere quelle coperte. Il multitasking reale e la possibilità di spostarsi attraverso le differenti funzioni sono la pietra angolare di BB10. Altra novità è la scomparsa della tastiera fisica, finora punto di forza dell'azienda. E la nuova tastiera digitale ha un inedito sistema predittivo che permette di strusciare con la punta del dito le parole mano a mano che si scrive e lanciarle nel testo. Le tastiere virtuali predittive non sono una novità, ma l'implementazione di Rim è elegante e funzionale.

La struttura dell'interfaccia è costruita attorno a mattonelle che ricordano quelle di Windows Phone, ma agiscono in maniera diversa ed è interessante la presenza di tutti i menu sempre a disposizione semplicemente muovendo il dito nei 4 pollici dell'apparecchio. Alcune funzioni fanno da ponte all'evoluzione del PlayBook, che adesso si candida a mostrare qual è realmente la potenza di questo piccolo tablet (7 pollici) che il mercato ha bocciato. Colpisce la velocità dell'interfaccia e la sua precisione nel touch, impensabile nel "vecchio" mondo BlackBerry: uno dei telefoni ibridi (tastiera e schermo touch) di oggi è in affanno con i vari iPhone, Windows e Android, il prototipo assolutamente no. Bisogna vedere se manterrà le promesse anche nella versione definitiva, che dovrebbe arrivare prima di Natale.

Calorosa l'accoglienza degli sviluppatori focalizzati su Rim, felici di trovare un ambiente completo Html5, con tool di sviluppo molto potenti e basati anche su Cascades e sui principali linguaggi di programmazione. Le prime conversioni di app anche di notevoli dimensioni sono una questione di ore o di un paio di giorni. I tecnici di Rim sostengono che la facilità a programmare in questo nuovo ambiente per il nuovo BlackBerry App World, in cui si muovono già oggi 77 milioni di utenti, attrarrà app di qualità per gli utenti e ad alta redditività per gli sviluppatori.

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